DATI PERSONALI

Fashion e privacy: le implicazioni data protection sul mondo della moda

Il settore della moda sta sperimentando nuove soluzioni tecnologiche per superare l’attuale crisi e la predisposizione di valide strategie di data protection può giocare un ruolo essenziale per il successo del processo di digitalizzazione. Ecco perché è importante parlare di fashion e privacy

01 Apr 2021
C
Marta Cagnoli

Legal Consultant presso P4I - Partners4Innovation

Parlare di fashion e privacy significa analizzare tutte le possibili implicazioni che la data protection e il trattamento dei dati personali possono avere sul mondo della moda, tenendo conto anche del processo di digitalizzazione che ha interessato questo importante settore produttivo.

È ormai noto, infatti, come la complessità della filiera della moda abbia inevitabili implicazioni dal punto di vista legale e abbracci uno spettro assai ampio di discipline giuridiche che includono il diritto della proprietà intellettuale, il diritto commerciale, il diritto societario, le discipline giuslavoristiche, il diritto ambientale e la protezione dei dati personali.

Fashion e privacy: il valore strategico dei dati personali

Nel corso dell’ultimo anno la crisi sanitaria ha duramente colpito l’industria della moda e molte realtà aziendali si sono trovate nell’obbligata condizione di accelerare il proprio processo di digitalizzazione attraverso il potenziamento degli e-commerce, dei canali di comunicazione online e mediante l’organizzazione di eventi interamente digitali come la Digital Fashion week.

WHITEPAPER
Sicurezza garantita per le tue applicazioni: ecco i 5 passaggi chiave da rispettare
Sicurezza
Software

Nel contesto della crisi sanitaria, le attività online hanno costituto il principale canale di comunicazione e vendita per le aziende della fashion industry, determinando una crescita esponenziale del quantitativo dei dati personali trattati dalle stesse, con un conseguente aumento del valore strategico dei dati personali di clienti e prospect.

In questo contesto è di fondamentale importanza che le aziende del mondo fashion abbiano consapevolezza degli obblighi e dei limiti correlati al trattamento di dati personali e che si conformino ai principi del Regolamento 2016/679 (GDPR), tenendo anche in debita considerazione le Linee Guida e le raccomandazioni recentemente emesse dall’European Data Protection Board (EDPB) e le sentenze pronunciate dalla Corte di Giustizia Europea.

GDPR e Fashion Industry: applicazione e principi fondamentali

Le aziende che operano nel settore della moda possono trovarsi ad effettuare trattamenti di dati personali per il perseguimento di molteplici finalità, come la gestione delle risorse produttive, le attività di marketing, la gestione del personale, la sicurezza degli stabilimenti produttivi e dei punti vendita e, nel contesto della pandemia, anche la tutela della salute nel rispetto delle disposizioni previste dal Protocollo Covid-19 in relazione all’utilizzo di dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea dei dipendenti e dei visitatori.

Le conseguenze della mancata applicazione dei principi del GDPR a tutti questi trattamenti possono avere un impatto estremamente rilevante per le PMI così come per i gruppi internazionali del settore, in quanto le Data Protection Authority (DPA) hanno il potere di comminare sanzioni di importo fino al 4% del fatturato mondiale per le violazioni più gravi della normativa sulla protezione dei dati personali.

Fashion e privacy: l’applicazione del principio di accountability

Ogni titolare e responsabile – in ottemperanza del principio di accountability – deve impegnarsi ad agire in conformità ai dettami della normativa applicando, con rigore, il principio di minimizzazione dei dati (per il quale possono essere trattati unicamente i dati personali strettamente necessari al perseguimento delle finalità prestabilite) e gli obblighi derivanti dal principio di trasparenza.

Nello specifico le aziende del comparto fashion devono porre particolare attenzione a rendere un’informativa completa – predisposta ad hoc per ogni specifica categorie di soggetti interessati (clienti, fornitori, dipendenti, collaboratori) – e declinata in relazione allo strumento utilizzato per il trattamento in oggetto (raccolta dati tramite form cartaceo, sito web o mobile app).

Tra le varie informazioni contenute nel testo dell’informativa dovrà essere indicato se i dati personali oggetto di trattamento potranno essere trasferiti verso un paese extra-UE. A questo proposito è bene ricordare che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea – rilevando l’inadeguatezza della legislazione degli Stati Uniti nell’offrire standard di protezione equivalenti a quelli europei- si è pronunciata invalidando il Privacy Shield. Con questa sentenza, la Corte ha rilevato anche come il GDPR imponga all’esportatore di dati europeo di verificare, ex ante e caso per caso, se un determinato trasferimento di dati personali offra garanzie adeguate ed eventualmente prevedere l’implementazione di misure supplementari intese a potenziare il livello di protezione al fine di rendere legittimo il trasferimento.

Uso di dati personali per attività promozionale e di profilazione

La fashion industry è uno dei settori di business più dinamici e competitivi che fa del marketing e della valorizzazione del brand uno strumento determinante per il successo dei trend del momento. Non bisogna però dimenticare che per pianificare una campagna marketing (sia online che offline) l’analisi dei profili giuridici relativi al trattamento dei dati personali ricopre un ruolo essenziale.

Il Garante per la protezione dei dati personali, con il provvedimento del 24 febbraio 2005 in materia di Fidelity Card, aveva fissato, rispettivamente, in 12 e 24 mesi i termini per l’utilizzo dei dati personali per finalità di profilazione e di marketing, lasciando però ai titolari del trattamento la possibilità di sottoporre all’Autorità una richiesta di parere preliminare qualora questi intendessero superare tali limiti di conservazione.

Successivamente, alcune aziende del settore luxury si sono rivolte al Garante al fine di estendere i termini di conservazione dei dati personali della customer base per finalità di marketing e profilazione. Nei casi portati alla sua attenzione, l’Autorità ha ritenuto che i dati personali oggetto di trattamento fossero relativi ad acquisti di “beni particolari”, quali devono considerarsi i beni di lusso, e aveva pertanto considerato ragionevole ritenere che 12 mesi per la conservazione di questi dati fossero un arco temporale eccessivamente limitato, anche in considerazione della frequenza media annuale di acquisto dei clienti.

In ogni caso, lo scorso 15 ottobre l’Autorità ha dichiarato che le disposizioni del provvedimento del 24 febbraio 2005 devono considerarsi superate dall’entrata in vigore del GDPR per cui, in ottemperanza del principio di accountability, spetta al singolo titolare del trattamento determinare, caso per caso, quanto a lungo sia lecito protrarre un trattamento di dati personali per finalità di marketing o profilazione, in conformità ai principi di proporzionalità, necessità e minimizzazione.

Nello specifico, l’Autorità ha rilevato che il consenso al trattamento per finalità promozionali – in quanto espressione della libertà di autodeterminazione dell’individuo – deve considerarsi separato e non condizionato da un rapporto contrattuale esistente e, qualora sia stato validamente acquisito, il consenso deve ritenersi valido, indipendentemente dal tempo trascorso, fino al momento in cui questo non venga revocato dall’interessato, a condizione che sia stato correttamente acquisito in origine e che sia ancora valido alla luce delle norme applicabili al momento del trattamento, nonché dei tempi di conservazione stabiliti dal titolare e indicati nell’informativa, nel rispetto dell’art. 5, par. 1, lett. e) del Regolamento.

Fashion Industry e uso di applicativi a elevato contenuto tecnologico

La crisi sanitaria ha accelerato il processo di digitalizzazione e alcune aziende hanno deciso di ricorrere a nuovi strumenti di engaging mediante lo sviluppo di applicazioni che utilizzano tecnologie sofisticate (come la realtà aumentata) e che consentono a clienti e prospect di interagire virtualmente con i prodotti offerti fino addirittura a provare un make-up sul proprio viso.

Ai fini della conformità alla normativa europea in materia di data protection è bene rilevare che un’organizzazione che intende ricorrere a questo tipo di applicativi per migliorare l’esperienza d’acquisto online dei propri clienti deve agire con la consapevolezza che l’utilizzo di questi strumenti comporta un trattamento di dati personali – talvolta di dati particolari – per cui il titolare potrebbe essere tenuto ad effettuare una preventiva valutazione di impatto (DPIA) finalizzata all’accertamento dei rischi a cui i soggetti interessati sono esposti nel caso concreto.

Nello specifico, l’art. 35 del GDPR prevede l’obbligo di DPIA nel caso in cui vi sia un trattamento automatizzato che possa avere conseguenze giuridiche sulle persone fisiche – compresa la profilazione – e qualora vi sia trattamento, su larga scala, di categorie particolari di dati personali di cui all’art. 9, come i dati biometrici.

In questi casi, lo svolgimento di una valutazione di impatto preventiva è di fondamentale importanza per verificare la coerenza del trattamento ai principi di privacy by design e privacy by default sanciti dal GDPR e per dimostrare l’accountability del titolare.

Particolare attenzione dovrà essere anche posta alle misure di sicurezza implementate per garantire un’adeguata protezione ai dati personali oggetto di trattamento e alla predisposizione di specifiche modalità di accesso per i minori, qualora questi possano essere potenziali destinatari dell’applicativo (come, ad esempio, prevedere un sistema che consenta ai genitori di autorizzare il trattamento dei dati personali del figlio minore).

Conclusioni

La fashion industry è un settore in fase di rapida trasformazione che sta sperimentando nuove soluzioni tecnologiche per superare l’attuale crisi.

La predisposizione di valide strategie per la protezione dei dati personali gioca un ruolo essenziale per il successo del processo di digitalizzazione di questo settore.

Le industrie del settore dovranno confrontarsi quotidianamente con il tema della protezione dei dati personali per uscire da questo periodo di contrattura più forti e tornare ad essere, più che mai, motivo di orgoglio del nostro Paese.

White Paper - Settore Moda: digitalizzazione, innovazione e sostenibilità sono la chiave per la crescita
WHITEPAPER
DATI: fonte imprescindibile per le aziende! PROTEGGILI e mantienili CONFORMI alle regole
Big Data
Sicurezza
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 2