ADEMPIMENTI PRIVACY

Covid-19, trattamento dati relativi alla salute a fini di ricerca scientifica: linee guida UE

Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha adottato le linee guida sul trattamento dei dati relativi alla salute a fini di ricerca scientifica nel contesto della pandemia di Covid-19. Ecco tutti i dettagli su ambito di applicazione e basi giuridiche del trattamento e sugli adempimenti GDPR

Pubblicato il 04 Mag 2020

M
Marta Moretti

Avvocato e Titolare di contratto di insegnamento integrativo alla LUISS Guido Carli

Il 21 aprile 2020 il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha adottato le Linee guida 03/2020 sul trattamento dei dati relativi alla salute a fini di ricerca scientifica nel contesto della pandemia di Covid-19 (la cui versione italiana, aggiornata al 30 aprile, è ora disponibile sul sito del Garante per la protezione dei dati personali).

Lo scopo delle Linee guida è di chiarire come trattare dati personali, inclusi quelli relativi alla salute, per condurre la ricerca scientifica necessaria nella lotta alla pandemia nel rispetto del Regolamento generale sulla protezione dei dati 2016/679 (GDPR).

Come ha chiarito la presidente dell’EDPB Andrea Jelinek, il GDPR non ostacola la ricerca scientifica, ma consente un trattamento legittimo dei dati sulla salute per scoprire un vaccino o un trattamento terapeutico per la Covid-19.

Ambito di applicazione

Le Linee guida si incentrano su talune disposizioni del GDPR, che vengono in rilievo in questo specifico contesto. L’EDPB formulerà in seguito altre Linee guida, che illustreranno in modo più ampio il trattamento dei dati sulla salute a fini di ricerca scientifica (quindi anche al di fuori della pandemia).

WHITEPAPER
GUIDA PRATICA contro il Phishing: scopri come tutelare la tua azienda!
CIO
Cybersecurity

Diverso è il tema del trattamento di dati personali a scopi di sorveglianza epidemiologica, che non è trattato nelle Linee guida.

L’EDPB ricorda, innanzitutto, che, in linea con la giurisprudenza europea, la nozione di “dati relativi alla salute” ai sensi dell’art. 4, n. 15 GDPR dev’essere interpretata in modo ampio e ricomprende anche le informazioni che diventano tali per l’uso che ne viene fatto in un contesto specifico (ad esempio, informazioni riguardanti un recente viaggio o la presenza in una regione colpita dalla Covid-19 trattate da un operatore sanitario per fare una diagnosi) e perché vengono messe in correlazione con altre (come la presunzione che una determinata persona sia esposta a un rischio più elevato di attacchi cardiaci basata su misurazioni ripetute della pressione arteriosa lungo un certo arco di tempo).

Riguardo alla nozione di “trattamento di dati personali per finalità di ricerca scientifica”, menzionata nel considerando 159 del GDPR, l’EDPB ha sottolineato che essa non può essere estesa al di là del suo significato comune e, quindi, implica un “progetto di ricerca istituito in conformità con le pertinenti norme metodologiche e deontologiche settoriali, in linea con le buone prassi”, come già indicato nelle Linee guida sul consenso ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (WP 259 rev.01).

L’EDPB opera una distinzione tra il trattamento dei dati personali (inclusi quelli sulla salute) raccolti specificamente per scopi scientifici (“uso primario”) e il trattamento dei dati inizialmente raccolti per un’altra finalità (“uso secondario”).

Rientra nell’uso primario la raccolta dei dati di persone che si ipotizza siano affette da Covid-19 per condurre una sperimentazione clinica. Si ricade, invece, nell’uso secondario ove le informazioni sui sintomi del SARS-CoV-2, fornite da un paziente ad un operatore sanitario a fini di cura, siano successivamente utilizzate per condurre una ricerca scientifica.

Dalla distinzione tra uso primario e secondario dei dati discendono importanti conseguenze specialmente per quanto concerne la base giuridica del trattamento, le informazioni da fornire agli interessati e il principio limitazione della finalità.

Basi giuridiche del trattamento

Quanto alle basi giuridiche di cui agli artt. 6, par. 1 e 9, par. 2 del GDPR, l’EDPB, dopo aver ribadito che non vi è alcun ordine gerarchico fra le stesse, chiarisce i presupposti per la scelta della base giuridica per l’uso “primario” o “secondario” dei dati sulla salute a fini di ricerca scientifica nell’ambito dell’attuale pandemia.

Partendo dal consenso esplicito dei soggetti interessati (artt. 6, par. 1, lett. a e 9, par. 2, lett. a del GDPR), l’EDPB – richiamando quanto precedentemente affermato nel suo Parere 3/2019 relativo alle domande e risposte sull’interazione tra il Regolamento sulla sperimentazione clinica e il Regolamento generale sulla protezione dei dati – il consenso non può essere considerato liberamente dato qualora esista un evidente squilibrio tra l’interessato e il titolare del trattamento.

È quindi importante che l’interessato non subisca pressioni o svantaggi ove decida di non prestare il proprio consenso. Il consenso si può considerare “esplicito” se presenta le caratteristiche illustrate nel par. 4 delle Linee guida sul consenso ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679.

Ad esempio, secondo l’EDPB, può basarsi sul consenso esplicito degli interessati il trattamento dei dati sulla salute forniti dagli interessati rispondendo ad un questionario formulato nell’ambito di uno studio clinico non interventistico sui sintomi e sulla progressione di una patologia in una certa popolazione di pazienti.

In tal caso, infatti, gli interessati non sarebbero in una posizione subalterna rispetto ai ricercatori che possa indebitamente influenzare la loro scelta, né subirebbero degli effetti pregiudizievoli ove si rifiutassero di prestare il consenso. Tuttavia, i ricercatori devono considerare che il consenso può essere ritirato dagli interessati in qualsiasi momento e, in tale ipotesi – ferma restando la legittimità dei trattamenti effettuati sino a quel momento conformemente al GDPR – il titolare del trattamento dovrebbe cessare ogni ulteriore trattamento e persino cancellare i dati raccolti in mancanza di altre basi giuridiche che giustifichino la loro conservazione per un ulteriore trattamento.

L’EDPB fornisce delle precisazioni sul trattamento dei dati sulla salute basati sull’art. 6, par. 1, lett. e) o f) del GDPR (rispettivamente, trattamento necessario per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento), letto in combinato disposto con l’art. 9, par. 2, lett. j) o i) del GDPR (rispettivamente, trattamento a fini di ricerca scientifica o per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica). Questo tema è trattato anche nel citato Parere 3/2019, che riguarda l’uso dei dati personali nella sperimentazione clinica di medicinali per uso umano.

In tal modo, l’EDPB riconosce che il trattamento dei dati relativi alla salute effettuato nel contesto della lotta contro la Covid-19 può rispondere a rilevanti motivi di interesse pubblico, come si evince dai consideranda 46 e 112 del GDPR, che si riferiscono espressamente alla necessità di “tenere sotto controllo l’evoluzione di epidemie e la loro diffusione” e di “ricerca di contatti per malattie contagiose”.

Opportunamente l’EDPB ricorda che il trattamento dei dati sulla salute nei casi previsti dall’art. 9 (2) (j) e (i) si può basare – oltre che sul diritto dell’Unione europea (UE) – sulla legislazione adottata dagli Stati membri, la quale deve prevedere “misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti e le libertà dell’interessato”, nel rispetto del principio di proporzionalità e fatta salva l’essenza del diritto alla tutela dei dati personali. Ciò implica che le condizioni e la portata del trattamento dei dati possano variare da Stato a Stato.

Peraltro, le legislazioni nazionali devono essere interpretate alla luce dei principi sul trattamento dei dati personali di cui all’art. 5 del GDPR, a cui si aggiungono, per i trattamenti a fini di ricerca scientifica, le stringenti condizioni alle quali l’art. 89 del GDPR consente di introdurre delle deroghe a taluni diritti degli interessati (diritto di accesso, rettifica, limitazione del trattamento e opposizione).

Principio di trasparenza

Per quanto concerne i principi sul trattamento dei dati personali, l’EDPB specifica che essi devono essere osservati dal titolare e dal responsabile del trattamento tenuto anche conto della mole di dati che possono essere trattati a fini di ricerca scientifica.

Com’è noto, il principio di trasparenza esige che agli interessati siano fornite, in modo chiaro e comprensibile, le informazioni rilevanti nei termini previsti dagli artt. 13 e 14 del GDPR.

Al riguardo, l’EDPB sottolinea che spesso i ricercatori trattano dati sulla salute non ottenuti direttamente dagli interessati, bensì dalle loro cartelle cliniche o quelli dei pazienti di altri Paesi. Ciò rende applicabile l’art. 14 del GDPR, secondo cui, tra l’altro, le informazioni vanno fornite “entro un termine ragionevole dall’ottenimento dei dati personali, ma al più tardi entro un mese, in considerazione delle specifiche circostanze in cui i dati personali sono trattati” (par. 3, lett. a) e il titolare, che intende “trattare ulteriormente i dati personali per una finalità diversa da quella per cui essi sono stati ottenuti, prima di tale ulteriore trattamento [deve fornire] all’interessato informazioni in merito a tale diversa finalità” (par. 4).

L’EDPB precisa che, nel caso di trattamento ulteriore di dati a fini scientifici, tenuto conto della natura sensibile dei dati trattati, una garanzia adeguata ai sensi dell’art. 89, par. 1 del GDPR consiste nell’informare l’interessato con ragionevole anticipo rispetto all’inizio dell’attuazione del progetto di ricerca, in modo da consentirgli di esercitare tempestivamente i propri diritti ai sensi del GDPR.

L’EDPB sottolinea che tra le deroghe agli obblighi di informazione imposti al titolare del trattamento ve ne sono due che possono venire in rilievo nel caso dei trattamenti di dati per finalità di ricerca scientifica, ovvero l’ipotesi in cui comunicare le informazioni risulti impossibile o implichi uno sforzo sproporzionato, rischiando di “rendere impossibile o di pregiudicare gravemente il conseguimento delle finalità di tale trattamento”, e quella in cui “l’ottenimento o la comunicazione sono espressamente previsti dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento […]” (art. 14, par. 5, lett. b e c del GDPR).

Quanto all’ipotesi dell’impossibilità di fornire informazioni agli interessati, l’EDPB richiama il punto 59 delle Linee guida sulla trasparenza ai sensi del Regolamento 2016/679 (WP260 rev.01), secondo cui essa “è del tipo ‘bianco o nero’, perché una certa cosa è impossibile oppure non lo è: non esistono gradazioni di impossibilità. Pertanto, se intende valersi dell’eccezione, il titolare del trattamento deve dimostrare i fattori che effettivamente gli impediscono di fornire le informazioni all’interessato […]”.

Riguardo, invece, all’ipotesi in cui informare l’interessato richieda uno sforzo sproporzionato, l’EDPB evoca i fattori indicati – in via esemplificativa – nel considerando 62 del GDPR (“numero di interessati, dell’antichità dei dati e di eventuali garanzie adeguate in essere”) e la raccomandazione formulata nelle citate Linee guida sulla trasparenza, secondo cui “il titolare del trattamento dovrebbe effettuare una valutazione mettendo sulla bilancia, da un lato, lo sforzo che fornire le informazioni all’interessato gli implicherebbe e, dall’altro, l’impatto e gli effetti dell’omessa comunicazione sull’interessato”. Secondo l’EDPB, si può ritenere che, in presenza di un gran numero di soggetti interessati senza la disponibilità dei recapiti, fornire le informazioni richieste dal GDPR richieda uno sforzo sproporzionato.

Per far leva su tale deroga all’obbligo di informare gli interessati, il titolare del trattamento dev’essere in grado di dimostrare che basterebbe fornire le informazioni di cui all’art. 14, par. 1 per vanificare le finalità di tale trattamento e, inoltre, deve adottare “misure appropriate per tutelare i diritti, le libertà e i legittimi interessi dell’interessato, anche rendendo pubbliche le informazioni” (art. 14, par. 5, lett. b del GDPR).

Quanto al caso in cui l’ottenimento o la comunicazione sono espressamente previsti dalla legge, l’EDPB conferma quanto indicato nelle Linee guida sulla trasparenza, ossia che l’esenzione è subordinata alla condizione che il diritto in questione preveda “misure appropriate per tutelare i diritti, le libertà e i legittimi interessi dell’interessato” e che il titolare deve dimostrare che la legge in questione trova applicazione nei suoi confronti e gli impone l’ottenimento o la comunicazione dei dati personali.

Principio di limitazione della finalità

Per quanto riguarda il principio di limitazione della finalità, l’EDPB ricorda che un ulteriore trattamento dei dati personali a fini di ricerca scientifica, conformemente all’art. 89, par. 1, si presume compatibile con le finalità iniziali.

Questo tema sarà approfondito nelle future Linee guida sul trattamento dei dati relativi alla salute per finalità di ricerca scientifica.

L’EDPB specifica che, data la natura sensibile dei dati sulla salute e i rischi connessi al loro riutilizzo a fini di ricerca scientifica, si devono adottare misure rigorose per garantire un livello adeguato di sicurezza come richiesto dall’articolo 32, par. 1, del GDPR.

Minimizzazione dei dati e limitazione della conservazione

L’EDPB evidenzia che, nell’ambito della ricerca scientifica, la minimizzazione dei dati può essere ottenuta attraverso l’obbligo di specificare le domande a cui la ricerca vuole dare risposta e la valutazione del tipo e della quantità di dati necessari per rispondere adeguatamente a tali domande.

Quali dati siano necessari dipende dallo scopo della ricerca, anche quando quest’ultima ha carattere esplorativo, e dovrebbe sempre rispettare il principio della limitazione delle finalità ai sensi dell’art. 5, par. 1, lett. b) del GDPR. Inoltre, i dati devono essere resi anonimi laddove sia possibile effettuare la ricerca scientifica con dati anonimi.

Inoltre, si devono fissare periodi di conservazione dei dati proporzionati, in linea con l’art. 5, par. 1, lett. e del GDPR. A tal fine, è necessario tener conto di criteri quali la durata e lo scopo della ricerca. Va sottolineato che le norme nazionali degli Stati membri possono, a loro volta, stabilire il termine di conservazione dei dati personali.

Principi di integrità e riservatezza

L’EDPB sottolinea che i dati sensibili come quelli relativi alla salute meritano speciale protezione in quanto il loro trattamento può avere effetti negativi per le persone interessate. Ciò è particolarmente importante nella pandemia di Covid-19, in quanto il prevedibile riutilizzo dei dati relativi alla salute per scopi scientifici porterà ad un aumento del numero e della tipologia di enti che trattano tali dati.

Il principio di integrità e riservatezza, letto congiuntamente agli artt. 32, par. 1 e 89 del GDPR, richiede l’adozione di adeguate misure tecnico-organizzative, tra cui almeno la pseudonimizzazione e la cifratura dei dati, accordi di non divulgazione e rigide disposizioni in materia di autorizzazioni, restrizioni e registrazioni degli accessi ai dati. Le norme nazionali possono stabilire specifici requisiti tecnici e il rispetto del segreto professionale.

Inoltre, dev’essere effettuata una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA) ai sensi dell’art. 35, par. 1 del GDPR quando il trattamento dei dati “può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche”. Si deve altresì tener conto delle liste dei trattamenti che richiedono o non richiedono una DPIA adottate dalle autorità di controllo nazionali (in Italia, l’elenco di cui all’Allegato 1 al provvedimento n. 467 dell’11 ottobre 2018 del Garante per la protezione dei dati).

L’EDPB richiama l’attenzione sull’importanza di consultare i responsabili per la protezione dei dati (DPO) in merito al trattamento dei dati sulla salute a fini di ricerca scientifica nel contesto della pandemia di Covid-19.

Infine, le misure di protezione dei dati personali devono essere documentate nei registri delle attività di trattamento.

Limiti all’esercizio dei diritti degli interessati

L’EDPB mette in chiaro che situazioni come l’attuale pandemia non possono giustificare la sospensione dei diritti degli interessati garantiti dagli artt. 12 a 22 del GDPR.

Tuttavia, l’art. 89, par. 2 del GDPR consente al legislatore nazionale di introdurre delle limitazioni all’esercizio dei diritti da parte delle persone interessate, in presenza di talune condizioni e garanzie. Ne deriva che le limitazioni dei diritti degli interessati possono variare a seconda delle leggi emanate da ciascuno Stato membro.

Inoltre, alcune limitazioni dei diritti delle persone interessate si possono basare direttamente sul GDPR, come quelle del diritto di accesso ai sensi dell’art. 15, par. 4, e del diritto alla cancellazione ai sensi dell’art. 17, par. 3, lett. d.

In ogni caso, in base alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE, le limitazioni dei diritti degli interessati si devono applicare solo nella misura strettamente necessaria.

Trasferimenti internazionali dei dati a fini di ricerca scientifica

L’EDPB sottolinea che probabilmente la ricerca scientifica nel contesto della pandemia di Covid-19 può richiedere una cooperazione internazionale e, quindi, dei trasferimenti di dati relativi alla salute al di fuori dello Spazio Economico Europeo. Ciò non è precluso dal GDPR, purché si rispettino le condizioni di cui al Capo V, “al fine di assicurare che il livello di protezione delle persone fisiche garantito dal [GDPR] non sia pregiudicato” a seguito del trasferimento internazionale dei dati (art. 44 GDPR).

Pertanto, ove sia necessario un trasferimento internazionale dei dati, chi “esporta” i dati verso un Paese terzo o un’organizzazione internazionale deve rispettare – oltre ai principi sulla protezione dei dati (art. 5), alle basi legali per trattare lecitamente dati personali (art. 6) e alle specifiche condizioni applicabili alle categorie particolari di dati personali (art. 9) – le disposizioni del Capo V del GDPR.

Secondo l’EDPB, quando non sono disponibili decisioni di adeguatezza o garanzie adeguate (ex artt. 45 e 46 del GDPR), si può far invocare la deroga di cui all’art. 49, par. 1, lett. a del GDPR (vale a dire il consenso esplicito dell’interessato) o quella prevista alla lett. d del medesimo articolo (ossia il “trasferimento sia necessario per importanti motivi di interesse pubblico”). Tuttavia, tali deroghe dovrebbero essere considerate come una misura temporanea dovuta all’urgenza della situazione sanitaria a livello globale.

Pertanto, mentre le deroghe potrebbero giustificare i trasferimenti iniziali di dati sulla salute ai fini della ricerca scientifica di Covid-19 necessaria nell’immediato, eventuali trasferimenti successivi di dati, che si iscrivano in un più lungo progetto di ricerca sulla Covid-19, si dovrebbero basare sulle garanzie adeguate di cui all’art. 46 del GDPR.

WHITEPAPER
La Top 5 delle minacce informatiche e come contrastarle
Sicurezza
Cybersecurity
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Valuta questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr