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Quantum Italia: i 4 ambiti del polo nazionale fotografano il divario fra strategie e attuazione



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Il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti e il ministro della Difesa Guido Crosetto vogliono creare un centro di ricerca Quantum dedicato ad Alessandro Volta, un polo nazionale che coinvolga università, PA e aziende, dove testare e creare applicazioni operative delle tecnologie quantistiche. Ecco l’iniziativa italiana, fra rischi e opportunità

Pubblicato il 18 dic 2025



Quantum computing: come il chip Majorana 1 di Microsoft ridefinirà la cyber security; Q-Day: la crypto-agility come principio architetturale fondamentale; Quantum Italia: i 4 ambiti del polo nazionale delle tecnologie quantistiche

Con la pubblicazione a settembre di un documento di 70 pagine, il governo ha messo a punto una strategia nazionale sulle tecnologie quantistiche.

Ora la partita per il Quantum Italia, tema di sicurezza nazionale nell’era della crittografia post-quantistica e in grado di produrre nuove applicazioni industriali, modelli predittivi evoluti e sistemi di cyber security, entra nel vivo con progetti concreti.

Ne hanno parlato il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti e il ministro per la Difesa Guido Crosetto, in occasione degli Stati generali Quantum, che il Dipartimento per la trasformazione digitale di Palazzo Chigi ha organizzato a Roma.

Ecco quali sono le iniziative pratiche in campo, anche se, secondo Alessandro Curioni, Fondatore di DI.GI Academy, specializzato in Information Security & Cybersecurity, vede più rischi delle opportunità: “Mi sorge il dubbio che il nostro Paese (e non è il solo) sia vittima del susseguirsi degli hype tecnologici, senza però rendersi conto che la quantità di risorse è pari a un ‘numero finito’ e con nemmeno tanti zeri a seguire”.

Infatti, “la notizia rappresenta un passo rilevante per il posizionamento dell’Italia nelle tecnologie quantistiche, ma mette anche in luce il divario tra strategia e attuazione concreta“, conferma Pierluigi Paganini, analista di cyber security e Ceo Cybhorus.

I 4 ambiti del centro di ricerca Quantum

Il sottosegretario Butti e il ministro Crosetto hanno espresso l’intenzione di realizzare un centro di ricerca Quantum dedicato ad Alessandro Volta.

Si tratta di un’infrastruttura nazionale che, attraverso il coinvolgimento di università, PA ed aziende, diventerà un centro italiano dove testare e creare applicazioni operative delle tecnologie quantistiche, mediante la messa a rete di tutte queste realtà.

La struttura dovrebbe operare nell’ambito di simulazioni, prototipi e applicazioni per il settore privato. Ma “dopo la definizione del quadro nazionale, la vera sfida è tradurre visione e documenti in infrastrutture operative, finanziamenti continuativi e progetti reali“.

Inoltre, il ministro per la Difesa ha dichiarato che il centro potrebbe aspirare a essere un polo nazionale quantistico. L’obiettivo consiste nell’unificare un’infrastruttura per difesa, industria e università, in modo da poter spingere l’avvio di sperimentazioni, accelerando prototipi e innovazioni tecnologiche, secondo il modello Darpa, la divisione del dipartimento della Difesa Usa a cui il centro Volta dovrebbe ispirarsi.

“L’ipotesi di un Polo nazionale quantistico, sul modello DARPA, è positiva perché punta a creare una rete tra università, imprese e pubblica amministrazione, condizione necessaria, ma non sufficiente, in un settore che richiede massa critica e tempi lunghi di sviluppo“, mette in guardia Paganini.

Il ministro della Difesa Crosetto ha anche citato esempi di applicazioni operative di quantum computing in 4 ambiti: calcolo, simulazione, sensing e comunicazione.

L’idea è quella di spaziare dai radar quantistici alle soluzioni di positioning, navigation and timing che forniscono a navi e velivoli la possibilità di orientamento preciso e puntuale anche in assenza di segnale Gps.

I rischi, a partire dal divario fra strategie e attuazione

Il timore di Alessandro Curioni è che “tra gli investimenti per essere competitivi sul mercato dell’IA, quelli per agganciare il treno della computazione quantistica e i non meno imponenti che serviranno per fare uscire il nostro paese dal ‘medioevo della cyber security‘, forse non abbiamo la forza economica per reggere l’urto. Il rischio è di fare tutto male. Allora non sarebbe meglio scegliere una strada e concentrare le risorse su quella?”, si chiede Curioni, temendo che, in assenza di imponenti investimenti, l’Italia disperda le poche risorse in mille rivoli, invece di focalizzarsi su un solo progetto ben fatto.

Il centro di ricerca conta già sulle adesioni dell’università dell’Insubria, dell’università della Calabria e della Federico II di Napoli, ma sono previste ulteriori aggregazioni.

“Il confronto internazionale evidenzia l’urgenza di agire: Francia, Germania e Regno Unito hanno già avviato investimenti miliardari e strutture operative, mentre Stati Uniti e Cina avanzano rapidamente su applicazioni strategiche e dual use”, avverte Pierluigi Paganini: “L’iniziativa italiana potrà essere davvero decisiva solo con una governance chiara, investimenti stabili e politiche efficaci per attrarre talenti, evitando frammentazioni e ritardi”.

I 4 pilastri della strategia nazionale italiana per il quantum computing

Il quantum computing sta emergendo come un campo in cui la partita è ancora aperta per l’Europa e l’Italia.

La Commissione Europea ha già adottato la sua prima Quantum Europe Strategy, per diventare leader globale entro il 2030.

La strategia europea si declina in cinque indirizzi: rafforzamento della ricerca e innovazione; sviluppo di infrastrutture quantistiche; consolidamento dell’ecosistema industriale (startup e scaleup); estensione del le tecnologie a utilizzi spaziali, di difesa e dual use; potenziamento delle competenze nel settore quantistico.

Priorità della strategia europea si rivolge alla possibilità di raccogliere capitali privati e di proteggere le startup europee, per evitarne l’acquisizione o il loro trasferimento all’estero.

Per questo motivo, l’UE ha previsto lo stanziamento pubblico di oltre 11 miliardi di euro negli ultimi anni, ma ora punta ad elevare l’asticella di investimenti privati, che finora rappresentavano appena il 5 % del totale globale.

Anche l’Italia ha approvato la Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche, promossa dal MUR insieme a MIMIT, Difesa, ACN ed altri soggetti istituzionali, al fine del consolidamento dei laboratori nazionali, del sostegno all’adozione industriale, della formazione di competenze specializzate e dello sviluppo di collaborazioni globali.

La strategia del Quantum Italia si fonda su 4 pilastri:

  • ricerca e sviluppo;
  • formazione;
  • diffusione industriale;
  • cooperazione estera.

Anche in Italia emerge il filo rosso è l’investimento congiunto, a dimostrazione del fatto che il quantum è una sinergia che lega ricerca, industria e sicurezza nazionale.

E le iniziative illustrate dal sottosegretario Butti e dal ministro Crosetto testimoniano questo approccio anche nella creazione del centro di ricerca Quantum dedicato ad Alessandro Volta.

“Il quantum è ormai una leva strategica per competitività, sicurezza e sovranità tecnologica“, conclude Paganini, purché la strategia venga attuata nella maniera più efficace e definita.

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