Cyber Resilience

Intelligence, come cambiano i nostri Servizi: ecco i nuovi compiti interni ed esterni

Cambiamenti epocali come la IoT e tecnologie dirompenti come la blockchain hanno aumentato le opportunità di sviluppo di settori strategici legati ai servizi essenziali, ma anche i pericoli che occorre conoscere, mitigare e prevenire. Ecco quali sono i nuovi compiti della nostra Intelligence

Pubblicato il 06 Mag 2022

S
Marco Santarelli

Professor Intelligence and Semiotics - Security Information and Antiterrorism - Chief ISD - Intelligence, Security and Defence Departiment BSS

L’attività di intelligence oggi non è più legata a settori di nicchia, ma a settori strategici emergenti e legati prevalentemente ai servizi essenziali. Ovvero quelli che chiamavamo infrastrutture critiche che oggi per effetto di cambiamenti epocali come la IoT e le tecnologie dirompenti (come la blockchain) hanno accelerato le opportunità, ma anche i pericoli.

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I nuovi compiti interni dell’Intelligence

Internamente, quindi, la nostra intelligence rappresentata dall’AISI (Agenzia informazioni e sicurezza interna) da una parte deve “cucire” la crescita sempre più esponenziale di queste nuove tecnologie e dall’altra deve conoscere, mitigare e prevenire tutto quello che è legato a questo mondo.

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Arginare le fake news e conoscere la gestione dell’informazione significa prima di tutto posizionare il Paese in un corretto sistema di risposta anche alle problematiche internazionali, come quelle energetiche e belliche.

Fare questo vuol dire anche generare serenità nei cittadini e nello stesso tempo prevenire mosse e azioni da parte di personaggi, estremisti, anarchici e insurrezionalisti, che fomentano il momento di difficoltà per rendere il paese ancora più debole e mora di disordini.

In questo caso è molto importante anche la mitigazione del rischio e un’attenzione altissima su quei fenomeni mafiosi, criminali e della ‘ndrangheta che lavorano prevalentemente sul mercato interno e sui nuovi fondi PNRR, impossessandosi di tantissime risorse in maniera illecita.

Anche qui il lavoro dell’AISI è fondamentale perché genera collaborazioni importanti per prevenire il fenomeno dei faccendieri che facilitano pratiche sia all’interno che all’esterno delle PA.

L’Intelligence e i nuovi compiti esterni

Sull’altro fronte, l’AISE (Agenzia informazioni e sicurezza esterna), recependo tutta questa grande organizzazione e questo grande lavoro che si fa internamente, sempre in coordinamento con il DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), cerca invece di portare sempre più dettagli e operazioni fondamentali per prevenire il terrorismo, capire meglio il rapporto proprio tra mafia e terrorismo e mitigare la minaccia cyber.

In collaborazione con l’AISI, invece, è cresciuta sempre più l’attività informativa e la produzione dei dossier su ambiti come intelligence economica e soprattutto sulla gestione da una parte dell’informazione di quello che sta accadendo tra Russia e Ucraina e dall’altra delle ripercussioni di questo conflitto bellico nella vita di tutti giorni.

Questi dossier, detti anche report informativi, vengono utilizzati continuamente anche dalle intelligence delle altre nazioni, in un dialogo coerente e diretto con i servizi americani, inglesi ed europei.

In questi dossier si ravvisa un’attività di controspionaggio molto attento e molto forte che lega prevalentemente interessi nazionali con gli interessi europei ed internazionali.

Ciò ha permesso anche al Ministero della Difesa di muoversi in anticipo rispetto a tutte le minacce che sta procurando la Russia alle porte dell’Europa e al Copasir di creare una serie di audizioni ai principali protagonisti di questioni delicate, perché le informazioni che arrivano da questi due reparti sono sempre costanti e puntuali.

L’organizzazione dei servizi segreti

Ricordiamo che il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS) è l’organo che assicura unitarietà nella programmazione della ricerca informativa, nell’analisi e nelle attività operative di AISE e AISI e che supporta Presidente del Consiglio dei ministri e l’Autorità delegata.

Compito del DIS è innanzitutto il coordinamento di tutta l’attività di informazione per la sicurezza, che viene riportata al Presidente del Consiglio, la raccolta di informazioni, analisi e rapporti dei servizi di informazione per la sicurezza, forze dell’ordine, amministrazioni dello Stato e enti di ricerca anche privati.

Il DIS, poi, monitora le attività svolte da AISE e AISI, che collaborano anche con i servizi di sicurezza esteri, e anche se questi due organi elaborano in maniera esclusiva i piani di ricerca operativi, lo stesso DIS può strutturare analisi strategiche o relative a determinate situazioni, analisi globali e progetti di ricerca informativa che passano poi al vaglio del CISR e infine del Presidente del Consiglio.

Spetta anche al DIS la promozione della cultura della sicurezza e la comunicazione istituzionale. La direzione del DIS dura quattro anni, rinnovabile fino ad un massimo di ulteriori quattro ed è affidata ad un dirigente di prima fascia o equiparato dell’amministrazione di Stato, nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il CISR (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica), insieme al quale nominano poi i vicedirettori generali. Inoltre, il direttore del DIS è anche segretario del CISR.

Con l’approvazione all’unanimità della legge 133/2012 di iniziativa del COPASIR da parte del Parlamento, questo ruolo di coordinamento del DIS ha subito un potenziamento, soprattutto nell’analisi strategica di intelligence e la gestione unitaria delle risorse umane e materiali a disposizione del Comparto, ora nelle mani del Dipartimento.

Dall’altra parte, il CISR, Comitato Interministeriale per la sicurezza della Repubblica, ha un ruolo di consulenza, proposta e deliberazione per il Presidente del Consiglio su obiettivi e finalità generali, così come sulle risorse finanziarie del DIS e servizi di informazione per la sicurezza e relativi bilanci. Oltre al Presidente del Consiglio, appartengono al CISR i Ministri di affari esteri, interno, difesa, giustizia, economia e finanze e sviluppo economico.

Passando a AISE, Agenzia informazioni e sicurezza interna, e AISI, Agenzia informazioni e sicurezza interna, si tratta di due reparti che ricercano ed elaborano tutte le informazioni utili alla difesa della sicurezza della Repubblica, anche nel caso di accordi internazionali, l’uno nell’ambito di competenza estera e l’altro in ambito di competenza interna, così come gestiscono eventuali attività di spionaggio a danno del Paese, anche in collaborazione tra loro, senza che vi sia contrapposizione.

Di nuovo, i direttori dei due reparti vengono nominati tra dirigenti di alta fascia o equiparati dell’amministrazione dello Stato dal Presidente del Consiglio, con durata dell’incarico di quattro anni, rinnovabili a un massimo di successivi quattro e indicano i rispettivi vicedirettori da nominare, di cui si occupa poi il Presidente del Consiglio.

DIS, AISE e AISI svolgono compiti e funzioni esclusive, che nessun altro ente o organismo può portare a termine. Al di fuori del Sistema di informazione per la sicurezza, ma a stretto contatto con l’AISE, abbiamo il RIS, Reparto informazioni e sicurezza dello Stato maggiore per la difesa, con funzioni tecnico militari e di polizia militare per la tutela delle attività delle forze armate all’estero.

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Un segnale di forza e continuità

Importante segnalare che il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR) ha da poco prorogato per quattro anni Giovanni Caravelli alla direzione dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE), in carica già dal 2020, quando sostituiva Luciano Carta. È arrivata anche la conferma di Mario Parente alla direzione dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI) per un mandato di altri due anni. Parente dirige il servizio dal 2016.

Queste due conferme rappresentano un segnale di continuità sia teorica che operativa, soprattutto in un momento come questo in cui l’intelligence internazionale ci richiede un dialogo continuo tra il Sistema Paese e le vicende internazionali. A fare da link in questo clima e garanzia l’autorità delegata, il prefetto Franco Gabrielli.

Vediamo che background hanno queste due figure.

Il generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano Giovanni Caravelli ha origini abruzzesi ed è stato alla vicedirezione dell’AISE dal 2014 al 2020, con delega all’esercizio delle funzioni vicarie, fino alla nomina di direttore di due anni fa da parte del Presidente del Consigli dei Ministri.

Dopo una carriera militare avviata nel 1979, nel 2002 arriva al SISMI come Direttore di Divisione Intelligence Militare, incarico che durerà fino al 2008. Sarà poi al comando della Brigata Informazioni, Ricognizione e Guerra Elettronica dell’Esercito in Anzio, Roma, dal 2008 al 2010, dal 2010 al luglio 2011 Consigliere Militare del Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU in Afghanistan e Capo dell’Unità dei Consiglieri Militari di UNAMA, Staffan De Mistura.

Assegnato al VI Reparto dello Stato Maggiore Difesa nell’agosto 2011, ha svolto l’incarico di Vicecapo Reparto fino all’agosto 2013. Dall’agosto 2013 all’agosto 2014 è stato Capo del II Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa. Dal 2014 nell’AISE come Vicedirettore, fino ad ottenere la Direzione nel 2020.

Tra le varie onorificenze ricevute ricordiamo: Croce d’oro per anzianità di servizio militare; Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Medaglia per la partecipazione alla Missione NATO in Kosovo (KFOR); Medaglia per la partecipazione a Missioni di Peacekeeping delle Nazioni Unite; Medaglia per la partecipazione alla Missione in Afghanistan; Medaglia per la partecipazione ad attività di concorso in pubbliche calamità per il terremoto dell’Umbria.

Il prefetto Mario Parente è romano e inizia la sua carriera militare nel 1973 e come Generale di Divisione dei Carabinieri, prima di diventare Prefetto, ha ricoperto tra il 1980 e il 1990 vari incarichi di comando territoriale a Roma, Palermo, Genova e Bologna.

È stato nella squadra antimafia di Giovanni Falcone quando era di servizio a Palermo, contribuendo all’arresto di latitanti di Cosa Nostra e portando avanti anche indagini su infiltrazioni politico-mafiose nei grandi appalti pubblici.

Nel 1991 è tra i soci fondatori del Raggruppamento Operativo Speciale, ROS, e ne dirige vari reparti e vanta, tra gli altri successi investigativi, l’arresto in Spagna del boss Pasquale Cuntrera, nell’ambito di una complessa indagine sui circuiti del traffico internazionale di cocaina.

Nel 2002 diventa Vice Comandante del ROS fino al 2012. Dal 2015 assume l’incarico di Vicedirettore dell’AISI con focus sull’antiterrorismo jihadista e dal mese di aprile del 2016 ne diviene direttore. Nel settembre dello stesso anno viene nominato Prefetto.

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