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Con la proposta “Omnibus VII” si interviene sull’AI Act andando ad attenuare alcuni obblighi e presidi, suscitando non pochi dubbi in un intervento che più che alla semplificazione sembra tendere alla deregulation

Pubblicato il 8 mag 2026



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Credits to: Stefano Gazzella – https://www.linkedin.com/in/stefano-gazzella/
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Prosegue la corsa alla semplificazione del pacchetto digitale europeo con “Omnibus VII”, in una saga che richiama alcuni horror degli anni ’80 con Nightmare, Venerdì 13 e Halloween in pole position.

Fortuna vuole che non ci sia nessun effetto orrorifico al di fuori di una certa tendenza verso una deregulation selvaggia. Stile slasher movie in cui alcuni diritti fondamentali allora tali da giustificare un ennesimo “Act” ora sfumano in nome di una pretesa semplificazione che però manca di illustrare parametri di controllo.

Le nuove scadenze sono certamente applaudite da chi ha atteso l’ultimo momento e potrebbe fondamentalmente far venire qualche dubbio in capo a chi si è operato per mettersi in regola anticipando i tempi e predisponendo strategie di medio-lungo termine.

Cosa che, solitamente, sono costretti a fare operatori di mercato che non possono correre su più binari paralleli o sostenere i costi di una scommessa di una deregulation che verrà. Cosa dire? A pensar male si farà sì peccato, ma raramente si sbaglia. Salvo allucinazioni, ovviamente.

Tu chiamala, se vuoi, deregulation

In fondo, un po’ di odor di deregulation si sente. Vero: c’è stata semplificazione. Annunciata come semplificazione e razionalizzazione dell’AI Act. Scroscianti applausi per il divieto delle app che nudificano, che sembrano più lo zucchero messo sulla medicina amara di una dura e severa realtà.

Quella in cui questo intervento difficilmente gioverà alle PMI digitali europee ma ben più alle Big Tech.

Inoltre, più che della spiegabilità delle AI, c’è bisogno di spiegazioni chiare da parte del legislatore che vuole normare le AI. C’era prima, c’è adesso, e se sono cambiati alcuni presupposti o alcune valutazioni forse è bene che siano rendicontate in modo puntuale nei confronti dei cittadini.

A meno che non si vogliano sudditi digitali, ovviamente. Certo, questi sono timori. L’accordo è provvisorio e sappiamo bene che c’è sempre possibilità di cambiare le carte in tavolo per il regolatore digitale europeo.

Ecco, magari forse è questo che non giova più di tanto a promuovere l’innovazione o il rispetto delle regole.

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