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Blockchain e GDPR: ecco come la tecnologia aiuta a proteggere i dati personali

24 Lug 2018

Le tecnologie basate sulla Blockchain stanno diventando fondamentali per i processi di gestione della sicurezza, soprattutto in ambito aziendale. Interessante, ad esempio, analizzare come il binomio Blockchain e GDPR sarà indispensabile per il rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali introdotte proprio dal Regolamento UE.

Il nuovo regolamento, infatti, andrà ad impattare in modo significativo alcuni punti chiave di quella che è stata definita “la nuova Internet”: i dati archiviati sono a prova di manomissione, le Blockchain sono distribuite e pertanto il controllo sui dati non può essere centralizzato ma è demandato a tutti i partecipanti alla Blockchain, e gli Smart Contract “cadranno” sotto l’egida del processo decisionale automatizzato, aprendo quindi criticità sul fronte delle impugnazioni e contestazioni.

La Blockchain, inoltre, vista dalla prospettiva della protezione dei dati personali degli utenti, adotta un approccio che può essere definito “data protection by design” consentendo al binomio Blockchain e GDPR di offrire anche interessanti opportunità. Nel lungo articolo Blockchain e GDPR: le sfide (e le opportunità) per la protezione dei dati di Blockchain4Innovation si è discusso delle potenzialità connesse a Blockchain e GDPR.

Ultimamente, poi, si sta ragionando sul loro utilizzo come elemento di sicurezza nel voto elettronico.

Nell’articolo Voto elettronico, la blockchain è una cattiva idea: ecco perché pubblicato su Agenda Digitale, Stefano Quintarelli, già deputato alla Camera, racconta con precisione le principali problematiche che possono intercorrere, dal rischio di alterazione del voto elettronico a quelle relative alla Blockchain collegata al voto di scambio.

Uno scenario che pare raffreddare gli animi di chi vedeva già le prossime elezioni “basate su Blockchain”. Ma se quindi, per quanto riguarda le votazioni elettroniche, la Blockchain non appare così risolutiva come potrebbe sembrare, in quanto a segretezza, verificabilità, non vendibilità e responsabilità del voto.

A cura di Manuela Santini, Information & Cyber Security Advisor presso P4I – Partners4Innovation e Gaia Rizzato, Trainee Information & Cyber Security presso P4I – Partners4Innovation

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