attacchi

Wp2shell, le vulnerabilità in WordPress: le patch sono urgenti, ma non bastano



Indirizzo copiato

Nel caso dell’attacco Wp2shell, le vulnerabilità si correggono con una patch. L’assenza di governance, invece, continua a produrre vittime: ecco perché non è sufficiente sanare le falle

Pubblicato il 22 lug 2026



Gli skimmer di WordPress eludono il rilevamento: come mitigare il rischio; Mezzo milione di siti WordPress a rischio: c'è la patch per la falla invisibile che espone i segreti dei server; Wp2shell, le vulnerabilità in WordPress: le patch sono urgenti, ma non bastano
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti


Secondo Searchlight Cyber, due gravi falle affliggono WordPress. L’attacco Wp2shell sfrutta vulnerabilità che permettono l’esecuzione di codice remoto anche in assenza di autenticazione.

La società del CMS open source e gratuito è già corsa ai ripari, rilasciando le patch necessarie e forzando l’installazione degli update per mitigare il rischio cyber sulle versioni coinvolte.

“Wp2shell dimostra ancora una volta che WordPress viene spesso trattato come un semplice sito, quando in realtà è un sistema esposto su Internet e quindi un bersaglio permanente”, commenta Sandro Sana, Ethical Hacker e membro Comitato Scientifico Cyber 4.0 e autore del libro “NIS2. La carta che guida: Un metodo per governare la sicurezza, oltre la conformità“.

Secondo Dario Fadda, esperto di cyber sicurezza e collaboratore di Cybersecurity360, “Wp2shell segna un punto di svolta: non è la solita vulnerabilità in un plugin, ma un bug nel cuore di WordPress che permette di prendere il controllo completo di un sito senza alcuna credenziale”. Ecco perché occorre proteggersi e come.

Attacco Wp2shell, le vulnerabilità sono due in WordPress

Basta sfruttare due vulnerabilità in WordPress, nelle versioni da 6.9.0 a 6.9.4 e da 7.0.0 a 7.0.1, per sferrare un attacco Wp2shell.

Le falle CVE-2026-63030 (errore nella gestione delle richieste batch della REST API) e CVE-2026-60137 (SQL injection) permettono l’accesso a funzionalità, in genere non disponibili senza autenticazione.

“Il fatto che basti una versione aggiornata del CMS, senza plugin o configurazioni particolari, rende questo rischio sistemico per centinaia di milioni di siti”, mette in guardia Dario Fadda.

Sarebbe possibile eseguire codice remoto, accedere ai dati, compromettere l’account amministratore e installare web shell o malware. È vulnerabile anche la versione 7.1.0 beta.

Le versioni da 6.8.0 a 6.8.5 sono invece soltanto esposte solo alla vulnerabilità CVE-2026-60137, dunque, non alla catena d’attacco completa. Finora i principali problemi di cyber security sono da attribuire ai plugin, ma questa volta concerne il codice “core” di WordPress.

“La vulnerabilità è grave perché consente la compromissione senza autenticazione e colpisce il core della piattaforma, non il solito plugin dimenticato da anni”, avverte Sandro Sana.

Come mitigare i rischi: patch urgenti

I ricercatori di Searchlight Cyber hanno realizzato un sito web per effettuare la verifica della presenza delle vulnerabilità.

Alcuni workaround temporanei permettono di mitigare i rischi, aspoettando l’installazione degli aggiornamenti. di sicurezza.

“Fortunatamente Wordpress ha implementato negli anni un approccio particolare alla sicurezza e aggiornamenti come questi, sulle installazioni esposte in Internet, arrivano in automatico anche senza intervento manuale“, sottolinea Dario Fadda.

Infatti WordPress ha sanato le falle nelle versioni 6.8.6, 6.9.5, 7.0.2 e 7.1.0 beta 2, forzando le installazioni in WordPress, a causa della severità dell’attacco.

“Aggiornare è obbligatorio, ma pensare che basti installare la patch è un errore. Se il sito è rimasto vulnerabile, bisogna verificare che non sia già stato violato, controllando log, account amministrativi, file modificati, plugin installati e possibili meccanismi di persistenza“, mette in guardia Sana.

Infatti, sono già in circolazione exploit funzionanti. Il codice, pubblicato su GitHub, è sfruttabile per conquistare diritti di amministratore, installando plugin infetti e rubando dati.

Chi usa WordPress deve tempestivamente installare le versioni aggiornate, ma non basta.

Infatti “il vero problema resta la gestione: migliaia di aziende affidano siti e portali a fornitori senza sapere chi aggiorna, chi controlla e chi interviene in caso di incidente”, conclude amaramente Sana: “La vulnerabilità si corregge con una patch. L’assenza di governance, invece, continua a produrre vittime“.

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x