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Smart working, le insidie nascoste degli smartphone: guida alla sicurezza

10 Set 2018

Come spiega l’articolo pubblicato da Digital4Executive, Smart Working: che cos’è, a cosa serve, perché è importante per il business, il modo di lavorare tipico della digital transformation si va diffondendo sempre più tanto da essere stato recepito dalla legge che nello scorso giugno ha compiuto un anno.

Secondo i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano oltre la metà delle aziende medio grandi ha già lanciato (o sta per farlo) iniziative in tal senso e se si parla di Smart Working si parla congiuntamente di mobility.

Ma l’utilizzo crescente degli smartphone nei processi d’impresa non può non tenere in considerazione le vulnerabilità dei sistemi operativi iOS e Android (1.200 quelle scoperte nel 2017, delle quali ben 620 definite critiche). I due trend aumentano il rischio che malintenzionati possano sabotare o sottrarre dati aziendali, spesso senza la possibilità per gli amministratori di porvi rimedio con i comuni sistemi MDM (mobile device management) e anti-malware.

Nel corso di una tavola rotonda organizzata prima della pausa estiva da ZeroUno, Come ottenere la massima sicurezza dai dispositivi mobili, security manager di medie e grandi aziende italiane si sono confrontati su questo tema, partendo da questa considerazione di Alessio Pennasilico, practice leader Information & Cybersecurity Advisory team di Partners4Innovation e presidente di AIP: “I dispositivi Android e iOS sono oggi un obiettivo per il cybercrime come un tempo erano i PC, poiché in pochi si preoccupano di proteggerli”.

A cura di Patrizia Fabbri, caporedattore di ZeroUno

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