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Operazione Absolute Resolve: autopsia di una decapitazione strategica in ambiente multi-dominio



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L’operazione, culminata con la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, si configura come l’esempio più sofisticato e integrato di multi-domain operation (MDO). Ecco come si abbatte un regime, fra una battaglia elettronica nei cieli e una guerra silenziosa ma devastante nel dominio cibernetico e spaziale

Pubblicato il 5 gen 2026

Francesco Borgese

Ufficiale Esercito Italiano, Intelligence & Geopolitical Analyst



Operazione Absolute Resolve per catturare Maduro: autopsia di una decapitazione strategica in ambiente multi-dominio

L’esecuzione dell’Operazione Absolute Resolve, avvenuta nelle prime ore del 3 gennaio 2026 con la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores, rappresenta un punto di flesso nella storia militare contemporanea e nella dottrina di proiezione della forza degli Usa nell’emisfero occidentale.

Non si è trattato semplicemente di un raid delle forze speciali né di una campagna aerea convenzionale.

L’operazione statunitense si configura come l’esempio più sofisticato e integrato di multi-domain operation (MDO) mai eseguito contro un attore statale dotato di capacità anti-access/area denial (A2/AD) di livello peer o near-peer.
L’evento trascende la mera cronaca politica del cambio di regime. Infatti costituisce un caso studio operativo sulla convergenza cinetica e non-cinetica: la fusione sincronizzata di Humint per la penetrazione della cerchia interna, Sigint per la fissazione del bersaglio, cyber warfare offensiva per la paralisi infrastrutturale, e EW per la soppressione dello scudo difensivo russo- venezuelano.

Ecco come si abbatte un regime, fra una battaglia elettronica nei cieli e una guerra silenziosa ma devastante nel dominio cibernetico e spaziale.

Il contesto strategico, normativo ed evoluzione

Per comprendere la dinamica dell’attacco del 3 gennaio, è imperativo analizzare la lunga fase di preparazione del campo di battaglia IPB condotta sotto l’egida dell’operazione “Southern Spear”.

Avviata nell’agosto 2025, questa operazione ha fornito la copertura operativa e logistica necessaria per posizionare asset strategici nel teatro caraibico senza innescare una mobilitazione totale delle Fanb, le forze armate venezuelane
Sotto la facciata di operazioni counternarcotics, il Comando Meridionale degli Usa SouthCom ha orchestrato un dispiegamento di forze senza precedenti.

La narrazione ufficiale, focalizzata sull’interdizione dei flussi di droga, ha permesso di giustificare la presenza di piattaforme di intelligence e attacco ad alta capacità a ridosso delle acque territorialivenezuelane.
Particolare rilevanza assume il ruolo della M/V Ocean Trader, una nave di supporto per operazioni speciali convertita da un traghetto Ro-Ro.

La sua presenza, spesso oscurata dai grandi gruppi da battaglia, ha fornito una piattaforma discreta (Afloat Forward Staging Base) capace di ospitare elicotteri e operatori Delta/Devgru al di fuori del raggio visivo della costa, riducendo
i tempi di volo per l’inserzione finale su Caracas.
Nel corso dell’autunno 2025, le forze Usa hanno condotto una serie di strike cinetici contro imbarcazioni sospettate di narcotraffico e, in dicembre, hanno iniziato a sequestrare petroliere venezuelane.

Il duplice scopo della strategia

Tatticamente, queste azioni hanno servito un duplice scopo:

  • degradazione delle risorse: colpire le fonti di finanziamento del regime.
  • mappatura delle reazioni: ogni incursione statunitense costringeva la difesa aerea e costiera venezuelana ad attivarsi. I radar di ricerca e i sistemi di comunicazione in risposta a queste provocazioni sono stati registrati, analizzati e catalogati dagli assetti Sigint/Elint statunitensi. Questa strategia ha permesso di costruire una mappa elettronica precisa delle frequenze, dei tempi di reazione e delle procedure operative standard SOP del Comando di Difesa Aerospaziale Integrale venezuelano.

Maduro: High-Value Target

L’incriminazione di Maduro e Cilia Flores per narco-terrorismo presso il Distretto Meridionale di New York, unita alla designazione del Cartello dei Soli come organizzazione terroristica straniera, ha fornito la cornice giuridica per l’operazione.

In termini di dottrina militare, questa classificazione ha trasformato il vertice dello stato venezuelano da leadership politica – pertanto protetta da immunità sovrana consuetudinaria – a High-Value Target all’interno di un paradigma antiterrorismo.

Questo slittamento semantico e legale ha permesso l’autorizzazione di regole d’ingaggio più permissive, tipiche delle operazioni dirette contro reti terroristiche non statali, bypassando parzialmente le complessità di una dichiarazione di guerra formale.

Articolazione della struttura difensiva del Venezuela

Per comprendere la magnitudo tecnica dell’Operazione Absolute Resolve, è necessario valutare ciò che le forze USA hanno dovuto superare.

Il Venezuela, grazie a massicci investimenti nell’era Chávez e primi anni Maduro, aveva costruito il sistema di Difesa Aerea Integrata più denso e sofisticato dell’America Latina, basato quasi esclusivamente su hardware russo e cinese.
Il perno della difesa aerea strategica venezuelana era costituito dai battaglioni di S-300VM (nome in codice NATO: SA-23 Gladiator/Giant).

A differenza della serie S-300P (ottimizzata per la difesa punto/area statica), la versione “V” (Voyska) è progettata per le forze di terra, montata su scafi cingolati MT-T per un’elevata mobilità.

  • Capacità: ingaggio simultaneo di fino a 24 bersagli aerodinamici o balistici.
  • Raggio d’azione: fino a 250 km con missili 9M82M Giant.
  • Sensori: il sistema si basa su una combinazione letale di radar. Questo sistema rappresentava la minaccia primaria per qualsiasi velivolo non-stealth e, in teoria, un pericolo significativo anche per caccia di 5ª generazione se operati in condizioni tattiche sfavorevoli.

A protezione dei siti S-300 e delle infrastrutture critiche (come il palazzo di Miraflores e Fuerte Tiuna), il Venezuela schierava il sistema Buk-M2E (SA-17 Grizzly):

  • Ruolo: difesa a medio raggio (fino a 45-50 km).
  • Mobilità: scafo cingolato o ruotato (MZKT-6922), capace di Shoot and Scoot (sparare e spostarsi rapidamente).
  • Minaccia: particolarmente pericoloso per gli elicotteri e i velivoli d’attacco a bassa quota, colmando le zone d’ombra dei radar a lungo raggio.

La rete era integrata da radar di allerta precoce di fabbricazione cinese (come i modelli JY-27A VHF), teoricamente capaci di rilevare velivoli stealth a grandi distanze sfruttando lunghezze d’onda metriche, sebbene con scarsa precisione di tracciamento.

Questa ridondanza multi-spettrale era progettata specificamente per negare la supremazia aerea statunitense.
La domanda cruciale è caèire come abbia fatto una forza d’attacco a penetrare questa bolla A2/AD e atterrare nel cuore di Caracas senza subire perdite. La risposta risiede nell’integrazione di guerra elettronica, cyber e saturazione cinetica.

L’Operazione contro Maduro in dettaglio

La neutralizzazione dell’IADS venezuelano non è avvenuta attraverso una guerra di attrito aerea, ma tramite una sofisticata campagna di “suppression of enemy air defenses and destruction of enemy air defenses”.
Nelle ore precedenti il raid, sei velivoli EA-18G Growler della US Navy sono stati rischierati a Roosevelt Roads, Porto Rico.

Questi velivoli sono la punta di lancia della guerra elettronica tattica statunitense:

  • Tecnica: utilizzando i pod ALQ-99 (e potenzialmente i primi esemplari operativi del Next Generation Jammer – NGJ), i Growler hanno saturato lo spettro elettromagnetico nelle bande utilizzate dai radar di acquisizione e controllo del fuoco venezuelani (Bande C, X e Ku).
  • Effetto: il jamming ha creato un “tunnel di rumore”, accecando i radar 9S32M dell’S-300VM. Gli operatori venezuelani si sono trovati di fronte a schermi pieni di falsi ritorni e rumore bianco, incapaci di ottenere un aggancio stabile sui velivoli in arrivo.

L’utilizzo del MALD

Un componente critico della strategia è stato l’uso massiccio dell’ADM-160 MALD (Miniature Air-Launched Decoy):

  • Il concetto: il MALD è un piccolo missile da crociera che non porta una testata esplosiva, ma un payload elettronico capace di replicare la firma radar (Radar Cross Section – RCS) e il profilo di volo di un caccia o di un bombardiere.
  • L’esecuzione: bombardieri B-1B Lancer e caccia F-16 hanno lanciato ondate di MALD verso la costa venezuelana. Agli occhi dei radaristi del CODAI, questo appariva come un massiccio attacco aereo convenzionale composto da centinaia di velivoli.
  • Il dilemma del difensore: gli operatori venezuelani sono stati costretti ad attivare i loro radar di ingaggio per tentare di abbattere la minaccia percepita. Facendo ciò, hanno emesso radiazioni elettromagnetiche, rivelando la loro esatta posizione.

I missili antiradiazione

Una volta che i radar venezuelani si sono “illuminati” per ingaggiare i falsi bersagli (MALD), sono stati immediatamente colpiti dai missili antiradiazione AGM-88G AARGM-ER (Advanced Anti-Radiation Guided Missile – Extended Range):

  • superiorità tecnologica: a differenza dei vecchi missili HARM, l’AARGM-ER possiede un sensore millimetrico attivo e un sistema GPS/INS. Anche se l’operatore venezuelano spegneva il radar (tattica standard per evitare i missili antiradiazione), l’AARGM-ER ricordava l’ultima posizione nota e usava il proprio radar per trovare e distruggere il veicolo lanciatore o il posto comando mobile.
  • Risultato: fonti visive e rapporti confermano la distruzione di batterie S-300VM e Buk-M2E nelle aree di La Guaira e attorno a Caracas, creando varchi sicuri per l’inserzione delle forze speciali.

Mentre la battaglia elettronica infuriava nei cieli, una guerra silenziosa ma devastante si combatteva nel dominio cibernetico e spaziale.

L’attacco informatico offensivo dello US Cyber Command

Intorno alle 02:00 locali, Caracas è precipitata nell’oscurità totale. Sebbene in passato siano state usate bombe alla grafite (che disperdono filamenti conduttivi per cortocircuitare le sottostazioni), le dichiarazioni del Presidente Trump puntano verso un attacco informatico offensivo condotto dallo US Cyber Command (USCYBERCOM):

  • obiettivo: i sistemi SCADA (Supervisory Control and Data Acquisition) che gestiscono la distribuzione dell’energia dalla diga di Guri verso la capitale.
  • vettore: probabilmente malware pre-posizionato all’interno delle reti industriali venezuelane simile all’attacco Industroyer usato in Ucraina nel 2015/2016, ma con una precisione chirurgica per colpire solo i nodi rilevanti per la difesa della capitale.
  • impatto operativo: il blackout ha degradato le capacità di comando e controllo del regime, interrotto le comunicazioni civili e creato confusione psicologica, coprendo visivamente l’avvicinamento degli elicotteri a bassa quota che operavano con visori notturni avanzati.

Tecniche di Navigation Warfare

Lo US Space Command ha giocato un ruolo chiave nella protezione della forza blu e nella degradazione della forza rossa attraverso tecniche di Navigation Warfare (NavWar):

  • Jamming e spoofing: si riportano episodi di jamming e spoofing del segnale GPS lungo la costa venezuelana. Questo ha impedito ai droni venezuelani e ai sistemi di navigazione commerciale di operare correttamente.
  • Overmatch: mentre il segnale GPS civile veniva degradato, le forze USA utilizzavano verosimilmente il segnale criptato “M-Code”, più resistente al jamming, garantendo la precisione delle proprie munizioni guidate e la navigazione degli assetti aerei.

Nessuna tecnologia, per quanto avanzata, può sostituire l’accesso fisico garantito da una fonte umana ben piazzata.

La precisione del raid su Fuerte Tiuna suggerisce una penetrazione profonda
dell’intelligence venezuelana e della cerchia ristretta di Maduro.
Le agenzie di intelligence statunitensi (CIA/DIA) avevano sviluppato un’analisi dettagliata del “pattern-of-life” di Maduro, includendo dettagli intimi come le sue abitudini alimentari e i protocolli di sonno:

  • implicazioni: conoscere cosa mangia un obiettivo implica avere accesso al personale di servizio, agli chef o alla scorta personale. Questo livello di dettaglio non è ottenibile via satellite o drone.
  • ricostruzione: le forze speciali Delta Force si sono addestrate su repliche fisiche del compound presidenziale. La costruzione di tali repliche richiede planimetrie aggiornate e dettagli strutturali (per esempio, posizione della “panic room” e spessore delle porte blindate) che possono essere forniti solo da defezionisti o spie interne.

Le recenti defezioni

La storia recente del Venezuela è costellata di defezioni di alto livello. Il caso del Generale Manuel Cristopher Figuera, ex capo del SEBIN che disertò nel 2019, dimostra che anche i vertici dell’apparato repressivo sono suscettibili di reclutamento.
La taglia di 15 milioni di dollari (elevata a 50 milioni secondo alcune fonti non ufficiali citate nei media) sulla testa di Maduro ha agito come un potente incentivo per il tradimento.

È altamente probabile che elementi della Guardia d’Onore Presidenziale o ufficiali disaffezionati abbiano fornito le coordinate in tempo reale del Presidente all’interno del vasto complesso di Fuerte Tiuna.

Un aspetto cruciale è il comportamento del Ministro della Difesa, Vladimir Padrino López. Dopo un singolo video di condanna dell’attacco, Padrino è scomparso dalla scena pubblica durante le ore critiche del raid, per poi riapparire solo a cose fatte.

La mancanza di una risposta militare coordinata e massiccia da parte delle FANB, nonostante l’invasione dello spazio aereo e la cattura del Comandante in capo, suggerisce che Padrino López e l’alto comando militare potrebbero aver negoziato una non-interferenza in cambio della propria sopravvivenza politica o dell’immunità.

Questa dinamica ricorda le negoziazioni segrete fallite durante l’Operazione Gideon nel 2020, ma questa volta eseguite con successo. La paralisi della catena di comando è stata tanto letale quanto i missili antiradiazione.

Il ruolo della Sigint

Mentre la HUMINT forniva il contesto, la SIGINT ha fornito la localizzazione dinamica.
L’infrastruttura di telecomunicazioni del Venezuela, sebbene modernizzata con aiuto cinese, presenta vulnerabilità strutturali.

Gran parte del traffico internet sudamericano transita attraverso nodi in Florida, offrendo alla National Security Agency (NSA) un vantaggio strategico di intercettazione.

  • IMSI catchers e airborne SIGINT: durante l’operazione, velivoli RC-135 e droni MQ-9 Reaper hanno monitorato lo spettro elettromagnetico sopra Caracas. Utilizzando tecnologie di “IMSI catching” (falsi ripetitori cellulari), gli analisti hanno potuto triangolare i dispositivi mobili appartenenti all’entourage di Maduro.
  • Analisi del traffico: anche in presenza di comunicazioni criptate, l’aumento improvviso del volume di traffico da una specifica ala di Fuerte Tiuna nelle ore notturne avrebbe confermato la presenza del VIP, corroborando i dati HUMINT.

Il raid e il ruolo della Delta Force

Il culmine dell’operazione è stato affidata al Tier 1 delle forze speciali statunitensi: il 1st Special Forces Operational Detachment-Delta (Delta Force), supportato dal 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR Night Stalkers).
L’inserzione è avvenuta tramite elicotteri MH-60M Black Hawk e MH-47G Chinook pesantemente modificati:

  • Tattica: volando a 100 piedi (circa 30 metri) sopra il livello del mare/terreno, gli elicotteri hanno sfruttato l’orizzonte radar per rimanere invisibili ai pochi sensori venezuelani sopravvissuti all’attacco.
  • Supporto: droni armati e caccia F-35 fornivano una bolla di protezione aerea sopra il corridoio di volo, pronti a neutralizzare qualsiasi minaccia terrestre o aerea.

Il raid è scattato intorno alle 02:00 ora locale. Maduro, allertato dalle esplosioni in città, ha tentato di rifugiarsi in una panic room dotata di porta blindata in acciaio:

  • Tecnologia di breaching: gli operatori Delta hanno utilizzato strumenti di breccia termica capaci di generare temperature superiori ai 3.000°C per tagliare l’acciaio rinforzato in pochi secondi.
  • Resistenza: i rapporti indicano una resistenza minima, suggerendo che la scorta ravvicinata fosse stata stordita da granate flash-bang o avesse scelto di non ingaggiare uno scontro a fuoco contro una forza preponderante e tecnologicamente superiore.

L’intero time on target è stato inferiore ai 30 minuti. Maduro e Flores sono stati imbarcati sugli elicotteri e trasportati sulla USS Iwo Jima, per poi essere trasferiti su un velivolo ad ala fissa diretto a New York.

La vulnerabilità dei sistemi di
difesa aerea russi in un attacco occidentale integrato

Il dato tecnico più rilevante che emerge da Absolute Resolve è la vulnerabilità dei sistemi diì difesa aerea russi di fronte a un attacco occidentale integrato. Mosca aveva promosso l’S-300VM come uno scudo impenetrabile, capace di scoraggiare l’intervento Usa.

Il suo fallimento totale in Venezuela invia un segnale devastante ai clienti dell’industria bellica russa (Iran, Cina, India).
La reazione della Russia si è limitata alla condanna verbale, evidenziando l’incapacità di Mosca di proiettare forza o protezione reale nel cortile di casa degli Stati Uniti, nonostante anni di supporto logistico e tecnico al regime chavista.
L’Operazione dimostra che nel moderno campo di battaglia multi-dominio non esistono santuari sicuri.

La fortificazione fisica di Fuerte Tiuna è irrilevante se l’attaccante controlla lo spettro elettromagnetico, domina il cyberspazio e possiede le chiavi umane per aprire le porte dall’interno.
La cattura di Maduro ristabilisce, in termini brutali ma efficaci, la credibilità della coercizione militare statunitense nell’emisfero, segnando il ritorno a una dottrina Monroe dove la sovranità nazionale è subordinata agli imperativi di sicurezza o interessi della potenza egemone, legittimata da strumenti di lawfare come le incriminazioni per narco-terrorismo.
Il take way è chiaro: la sopravvivenza di un regime non dipende più solo dalla fedeltà delle truppe o dallo spessore delle mura, ma dalla resilienza delle sue reti digitali, dalla sicurezza delle sue emissioni e, soprattutto, dalla lealtà impenetrabile della sua cerchia più intima, tre domini in cui il chavismo ha fallito catastroficamente il 3 gennaio 2026.

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