LA RIFLESSIONE

Perché la vigilanza sull’AI al Garante privacy può essere baluardo per i diritti individuali



Indirizzo copiato

Il Garante privacy ha reso pubblica una nota a Parlamento e Governo per motivare convintamente di essere l’Autorità idonea, perché indipendente e imparziale, per vigilare sull’AI e tutelare gli interessi in gioco, con uno sguardo attento ai diritti individuali. Ma vediamo meglio i termini della questione, non solo politica

Pubblicato il 26 mar 2024

Chiara Ponti

Avvocato, Privacy Specialist & Legal Compliance e nuove tecnologie – Giornalista



Vigilanza-dellAI-al-Garante-privacy

Dopo l’annuncio del sottosegretario Butti di voler affidare, in virtù di una “visione strategica incentrata sull’efficacia e l’efficienza nella governance dell’AI”, le funzioni di vigilanza sull’intelligenza artificiale ad AgID e ACN, il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Pasquale Stanzione, ha formalizzato una segnalazione rivolgendosi ai Presidenti di Camera e Senato e alla Presidente del Consiglio dei Ministri, dichiarando che per il presidio in materia di AI occorra “un organismo terzo” indipendente e imparziale; concludendo a gran voce: “abbiamo le competenze e i requisiti necessari”.

L’Autorità, quindi, avoca a sé il potere di vigilare l’osservanza dell’AI Act, vieppiù dopo che questo ha ricevuto l’approvazione definitiva dal Parlamento europeo.

Ma spieghiamo perché la vigilanza sull’AI al Garante privacy è baluardo per i diritti individuali.

Vigilanza sull’AI: chi ha le competenze giuste per poterla presidiare

Ancora una volta assistiamo, dunque, a uno “scontro” istituzionale: a chi spetta presidiare l’applicazione dell’AI Act?

AI e le competenze giuste

L’Autorità Garante privacy (GPDP) preoccupata di vedere “sfumati” tutti gli sforzi finora compiuti, scrive a chiare lettere di “possedere i requisiti di competenza e indipendenza necessari” al fine di attuare l’AI Act “coerentemente con l’obiettivo di un livello elevato di tutela dei diritti fondamentali”.

Secondo il Garante è proprio “l’incidenza dell’IA sui diritti [che] suggerisce di attribuirne la competenza ad Autorità caratterizzate da requisiti d’indipendenza stringenti”.

Le argomentazioni addotte potrebbero non essere del tutto sbagliate vista la stretta correlazione tra IA e protezione dati. Senza contare il plus dalla competenza già acquisita in materia di processo decisionale automatizzato (art. 22 GDPR).

Perché il Garante privacy avrebbe i requisiti giusti

Nella segnalazione, Stanzione afferma che l’Autorità Garante Privacy “possiede i requisiti di competenza e indipendenza necessari per attuare il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale coerentemente con l’obiettivo di un livello elevato di tutela dei diritti fondamentali”.

Non solo, evidenzia poi che l’incidenza dell’AI sui diritti deve essere attribuita a un’Autorità dai “requisiti d’indipendenza stringenti, anche in ragione della stretta interrelazione tra intelligenza artificiale e protezione dati”.

Vigilanza sull’AI: l’imprescindibile presidio del Garante privacy

Come ricorda il Garante nella segnalazione in parola, poiché “l’AI Act si fonda sull’articolo 16 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea – TFUE, che è la base giuridica della normativa di protezione dei dati”, non si può non prevedere un presidio/controllo del Garante privacy, visti i processi algoritmici che utilizzano dati personali.

Insomma, l’Autorità non ne fa tanto una petizione di principio, quanto di attribuzione in termini di competenza per materia. Se poi si aggiungono le possibili sinergie tra le due discipline (intelligenza artificiale e protezione dei dati) ecco che l’allocazione a un’unica Autorità risulta determinante per l’effettività dei diritti e delle garanzie, così comeconclude Stanzione.

La segnalazione del Garante privacy nel suo costrutto

Nella segnalazione che qui sintetizziamo, apprendiamo sostanzialmente che proprio un approccio volto a promuovere “la diffusione di un’intelligenza artificiale antropocentrica e affidabile (art.1, p.1) depone per l’attribuzione di ruoli di vigilanza in materia, a organi caratterizzati da sufficienti requisiti di indipendenza e terzietà”.

Secondo il Presidente Stanzione, infatti, “l’incidenza, profonda e trasversale, dell’IA sui diritti fondamentali (cui, significativamente, si rivolge la stessa valutazione d’impatto prescritta per alcuni sistemi ad alto rischio) suggerisce di attribuirne la competenza ad Autorità caratterizzate da requisiti d’indipendenza stringenti”: quindi, all’Autorità Garante privacy.

Gioco forza dato dall’interrelazione tra AI e protezione dati

In ragione di una stretta interrelazione tra AI e protezione dati, con specifico focus sul processo decisionale automatizzato ex art. 22 del GDPR, ecco che Stanzione invoca il parere congiunto n. 5 del 2021, che suggeriva sin dagli albori della nascente regolamentazione, “l’individuazione nelle Autorità di protezione dati, delle autorità di controllo” per l’AI.

Da una lettura trasversale, infatti, il futuro dell’AI è segnato; pensiamo ai sistemi di AI ad alto rischio di cui all’Allegato III (punto 1) nella misura in cui tali sistemi siano utilizzati a fini di attività di contrasto, gestione delle frontiere, giustizia e democrazia e per i sistemi di IA ad alto rischio” (punti 6, 7 e 8).

Non solo, rispetto a uno degli aspetti maggiormente nevralgici come la “identificazione biometrica nell’ambito di attività di contrasto” viene espressamente previsto “un vaglio autorizzatorio da parte di Autorità giudiziarie o amministrative indipendenti (art. 5, p.3) tenute a verificare l’osservanza, tra l’altro, dei vincoli imposti dalla disciplina di protezione dati”. Quindi, chi meglio del Garante privacy.

Vantaggi e svantaggi

Analizziamo ora i vantaggi e gli svantaggi.

Tra i vantaggi spicca la garanzia di “un approccio normativo più armonizzato”, con una interpretazione che sia congrua e coerente, a semplificazione della vita agli utenti.

Non solo, il Garante insiste anche molto sul controllo circa i processi algoritmici che utilizzano dati personali, il quale per sua natura spetta all’Autorità Garante Privacy.

Di qui la necessità di normarlo accuratamente.

La soluzione auspicata garantirebbe, afferma Stanzione, “una notevole semplificazione per gli utenti, che dovrebbero rivolgersi a un’unica Autorità per i sistemi di IA che operino su dati personali senza il rischio di conflitti di competenza o di duplicazione di oneri amministrativi”. Pertanto, più coerenza nell’applicazione della disciplina.

Tra gli svantaggi, il Presidente Stanzione, invece, ravvisa più che altro una frammentarietà della governance specie se si designano contestualmente più Autorità competenti in materia di AI.

Se si optasse per AgID e ACN, continua Stanzione, estromettendo il Garante ci sarebbe il rischio di non riuscire ad adeguarsi tempestivamente agli obblighi.

Non solo, in base a quanto previsto dall’AI Act, ogni Stato membro è tenuto a istituire un’Autorità nazionale che abbia opportune competenze.

Ancora, le Autorità designate saranno responsabili dell’applicazione delle sanzioni previste in caso di violazioni dell’AI Act e dovranno, non di meno, operare in modo indipendente, imparziale, senza pregiudizi di sorta. Dovranno essere dotate delle risorse necessarie in termini tecnici, finanziari, umani e infrastrutturali per adempiere efficacemente ai loro compiti. Il Garante privacy le ha?

È indiscusso che abbia specifiche competenze, le quali comprendono “una conoscenza approfondita delle tecnologie dell’intelligenza artificiale, dei dati utilizzati da queste tecnologie, e dei relativi trattamenti attraverso algoritmi, nonché in materia di protezione dei dati personali, della sicurezza informatica e degli standard esistenti”.

Tra tutela dell’indipendenza e baluardo per i diritti individuali

Il punto su cui sembra fare leva maggiormente il Garante è la questione dell’indipendenza. Al riguardo, infatti, scrive testualmente il Garante: “il fatto che l’AI abbia un grande impatto sui diritti fondamentali suggerisce di attribuirne la competenza ad Autorità caratterizzate da requisiti d’indipendenza stringenti”tipico del GPDP, richiamando la stretta interconnessione tra sistemi di AI e processi decisionali automatizzati.

Non solo, la sorveglianza dell’AI da parte del GPDP è un baluardo per i diritti individuali. Ciò viene supportato da talune ragioni, e in particolare dalla:

  1. protezione dati personali, dal momento che sistemi di AI raccolgono anzitutto e analizzano grandi quantità di dati personali;
  2. prevenzione della discriminazione, poiché l’AI può essere utilizzata al fine di prendere decisioni in grado di influenzare la vita degli individui (accesso al credito, al lavoro o all’istruzione ecc.). Se non adeguatamente controllata, l’AI può portare a discriminazioni basate su razza, sesso, religione, orientamento sessuale o altri dati particolari;
  3. promozione della trasparenza, giacché l’AI può essere utilizzata in modi opachi e difficili da comprendere per le persone. Certi meccanismi, infatti, non sono alla portata di tutti;
  4. tutela della libertà di espressione e di associazione, come noto sistemi di AI possono essere utilizzati per monitorare opinioni limitando, potenzialmente la libertà di espressione e di associazione, per conseguenza;
  5. promozione di un’AI responsabile, punctum dolens, ben potendo il Garante privacy giocare un ruolo chiave e fondamentale in questo nuovo ecosistema tanto rispettoso dei diritti umani quanto delle libertà fondamentali.

La scelta certa del GPDP, siamo poi così sicuri?

Secondo alcuni sì, secondo altri no. Volendo stare super partes, è questione sicuramente delicata; ma un dato è certo: per quanto abbiamo visto finora che il GPDP avrebbe svariate competenze, posizionandosi tra i primi in questa corsa all’aggiudicazione della vigilanza, in realtà non è il solo.

Del resto, la materia in sé è complessa e richiederebbe un pool che non escluderebbe a priori né AgID, né ACN né tanto meno l’Agcom pensando a quanto l’intelligenza artificiale generativa impatti sul copyright.

Scelta delicata dai necessari equilibri: qualche suggerimento

La scelta dell’Autorità in materia di AI è faccenda seria, oltre che una scelta delicata dai necessari equilibri.

Di qui, in ultima battuta, qualche suggerimento. Così conclude Stanzione offrendo “una riflessione, nella consapevolezza di quanto la sinergia tra le due discipline sia determinante per l’effettività dei diritti e delle garanzie che sanciscono, con significativa lungimiranza”. Staremo a vedere.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4