Meno frodi creditizie durante il lockdown, ma nel 2019 danni per 150 milioni di euro: ecco i dati - Cyber Security 360

Il report

Meno frodi creditizie durante il lockdown, ma nel 2019 danni per 150 milioni di euro: ecco i dati

Il report dell’Osservatorio sulle frodi creditizie e i furti di identità di CRIF-MisterCredit ha registrato un boom l’anno scorso delle frodi online, trend mantenuto nei primi due mesi del 2020 ma poi interrotto dalle misure di contenimento per il coronavirus

13 Lug 2020
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Nicoletta Pisanu

Giornalista


Il lockdown imposto dall’emergenza coronavirus ha provocato un calo dei furti d’identità e delle frodi online, dopo il boom registrato nel 2019 quando si sono verificati oltre 32.300 episodi con un aumento del +19,7% sull’anno precedente e un danno stimato di 150 milioni di euro. Lo rivelano i dati dell’Osservatorio sulle frodi creditizie e i furti di identità di CRIFMisterCredit.

Indispensabile che “i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale”, spiega Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF.

La frode online va di moda

Emerge che nel corso del 2019 è diminuito del 5,9% l’importo delle somme sottratte, attestandosi sui 4.650 euro. Un cambiamento di trend, che mostra come il cyber crime ora sia interessato anche a cifre contenute. E il fenomeno era destinato a crescere anche nel 2020, tuttavia il lockdown è intervenuto riducendolo. Nei primi due mesi del 2020 infatti si è registrato un +5% di attacchi, nel successivo bimestre il calo è stato del -12,8%. Nell’81,7% dei casi i criminali hanno utilizzato una carta di identità falsa o contraffatta, nel 16,1% dei casi una patente, nell’1,8% un passaporto e nello 0,3% un permesso di soggiorno.

In una nota Rubini ha commentato:Quello delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è un fenomeno in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate. Questo determina anche un costante incremento del numero dei casi, cresciuti in modo significativo anche nel 2019 e nei primi mesi del 2020. Solamente a marzo e aprile si è registrata una battuta d’arresto, chiaramente riconducibile alle misure disposte per mitigare la diffusione della pandemia da Covid-19 con la conseguente chiusura di moltissimi esercizi commerciali. Non è però assolutamente il caso di abbassare la guardia perché, con la ripresa della normale operatività, è probabile che i casi tornino a crescere. Per altro, in questi mesi caratterizzati dal lockdown un numero crescente di persone ha fatto ricorso all’e-commerce e questo ha determinato un’impennata di frodi perpetrate sulle carte di credito”.

I beni acquistati con finanziamenti fraudolenti

prestiti per l’acquisto di beni e servizi rappresentano la metà del totale delle frodi, con importo medio pari a 5.500 euro. Questa categoria di azioni è seguita dalle frodi sulle carte di credito, con il 30,7% dei casi: il dato potrebbe aumentare, per la crescita dell’abitudine di fare acquisti online. I prestiti personali rappresentano il 9,2% dei casi di frode, con una crescita del +88% del valore delle perdite.

L’Osservatorio ha stilato una lista dettagliata dei beni e servizi acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento:

OggettoIncidenza dei casi sul totale
Elettrodomestici32,6%
Auto-moto11,8%
Elettronica-informatica-telefonia8,6%
Arredamento8,4%
Immobili/ristrutturazione7,7%
Consumi6,9%
Trattamento estetico/medico5,5%
Travel/entertainment3,2%
Assicurazioni1,0%
Spese professionali0,8%
Altro13,6%

Fonte: Osservatorio CRIF – Mister Credit sui furti di identità e le frodi creditizie

L’identikit delle vittime

Nel 61,2% dei casi, le vittime delle frodi sono uomini, principalmente under 30, seguiti dalla fascia d’età 41-50 anni e 31-40 anni. Dall’analisi dell’unità antifrode BPO di CRIF è emerso che l’1,2% delle pratiche di finanziamento di lavoratori dipendenti è risultata non conforme, contro un’incidenza dello 1,0% per i lavoratori autonomi e un residuale 0,16% per altre categorie come i Cococo.

La distribuzione geografica

Il fenomeno sembra essere più esteso in Campania, con quasi 5.000 casi che rappresentano il 14,5% del totale, seguita da Lombardia, Sicilia e Lazio. La crescita maggiore però è in Molise, con il +59,8%.

REGIONE Incidenza sul totale
CAMPANIA14,5%
LOMBARDIA12,6%
SICILIA11,5%
LAZIO10,8%
PIEMONTE7,4%
PUGLIA6,8%
EMILIA-ROMAGNA6,3%
TOSCANA5,1%
CALABRIA4,7%
SARDEGNA4,4%
VENETO4,0%
ABRUZZO2,8%
LIGURIA2,4%
MARCHE1,8%
UMBRIA1,2%
FRIULI-VENEZIA GIULIA1,0%
BASILICATA0,8%
MOLISE0,7%
TRENTINO-ALTO ADIGE0,6%
VALLE D’AOSTA0,1%
N.D.0,3%

Fonte: Osservatorio CRIF – Mister Credit sui furti di identità e le frodi creditizie

A livello di province, invece, il maggior numero di casi si registra a Napoli, 3.000 episodi che rappresentano il 9,2% del totale nazionale, a seguire Roma, con il 7,2%, Torino 4,6%, e Milano 4,4%.

Quanto ci vuole a scoprire le frodi

Il 53,1% dei casi di frode online viene scoperto entro sei mesi, ma emergono frodi commesse fino a cinque anni prima: sono il 14,1% del totale e sono in crescita. Circa metà delle frodi scoperte entro sei mesi riguardava finanziamenti di importo inferiore ai 5.000 euro,mentre per quelli con valore superiore ai 10.000 euro in un caso su 4 quattro serve oltre un lustro.

Rubini sottolinea: “Spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire fale identità”. Il consiglio per gli utenti è che “attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengono utilizzati per chiedere un finanziamento o se stanno indebitamente circolando sul web”.

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