La guida

GDPR e Organismi di monitoraggio: ecco i nuovi requisiti per l’accreditamento

Il Garante della privacy ha fatto luce sui requisiti che gli Organismi di monitoraggio devono prevedere per l’accreditamento dei richiedenti: vediamo nel dettaglio quali sono

10 Lug 2020
C
Marina Rita Carbone

Consulente privacy

Nonostante la rilevanza data all’interno del GDPR agli Organismi di monitoraggio, non era stato chiarito quali fossero le modalità di accreditamento o i requisiti che queste realtà devono rispettare per poter ricoprire tale delicato ruolo.

Il Garante della privacy ha fatto luce sulla situazione, adottando il provvedimento numero 98: nel documento vengono formalmente indicati quali requisiti gli organismi devono prevedere per poter essere accreditati. Analizziamo i punti principali del provvedimento.

L’importanza degli Organismi di monitoraggio

Tuttavia, una premessa è necessaria per contestualizzare il provvedimento che andremo ad approfondire. All’interno del GDPR, risulta di particolare rilevanza la figura degli “Organismi di monitoraggio” (nel seguito anche “ODM”), organi deputati, ai sensi dell’art. 41, al “controllo della conformità con un codice di condotta”, ossia codici che aiutino le micro, piccole e medie impresa ad applicare correttamente il GDPR in particolari settori, sulla base del rischio tipicamente connesso al settore in cui le stesse operano.

WHITEPAPER
DATI: come PROTEGGERLI e mantenerli CONFORMI alle regole? Scarica la Guida
Sicurezza dei dati
Database

Agli organismi di monitoraggio si concede, al fine di rendere la propria attività efficace, anche un potere di tipo sanzionatorio: essi hanno, infatti, la possibilità di adottare “le opportune misure in caso di violazione del codice [di condotta; n.d.a.] da parte di un titolare del trattamento o responsabile del trattamento, tra cui la sospensione o l’esclusione dal codice del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento” nonché di informare l’autorità di controllo competente delle misure adottate e delle relative motivazioni.

Essendo il ruolo di particolare rilevanza, tali organismi devono possedere un “livello adeguato di competenze riguardo al contenuto del codice e del necessario accreditamento a tal fine dell’autorità di controllo competente”.

I requisiti dell’ODM: indipendenza e imparzialità

Il primo requisito fondamentale che il richiedente deve dimostrare è l’indipendenza e l’imparzialità del proprio operato. A tal fine, il Garante richiede la predisposizione di regole interne e procedure formali legate ai seguenti profili:

  • Forma giuridica e procedure decisionali: l’Odm e i suoi componenti dovranno dimostrare l’assenza di forme di controllo, direzione o vigilanza da parte del soggetto titolare del codice di condotta del quale si deve verificare la corretta applicazione, dei soggetti aderenti al medesimo e di quelli riconducibili al settore cui il codice si applica; l’assenza di forme di pressione esterna, interferenza o condizionamento diretti o indiretti nello svolgimento delle attività di controllo; l’indipendenza e imparzialità del processo decisionale, ove fossero presenti legami giuridici e/o economici con il titolare del codice di condotta. Sarà compito del richiedente, a sostegno di tali elementi, allegare:
  1. lo statuto e l’atto costitutivo dell’ODM e del titolare del codice di condotta;
  2. le regole e le procedure di selezione, nomina, remunerazione e durata del mandato dei componenti dell’ODM aventi funzioni decisionali;
  3. gli ulteriori eventuali documenti che attestino la presenza di rapporti commerciali, finanziari, contrattuali o di altro genere tra l’ODM e il titolare del codice di condotta;
  4. le procedure adottate al fine di ridurre i rischi di compromissione dell’indipendenza e terzierà dell’ODM;
  • Autonomia finanziaria: per poter essere considerato realmente indipendente, l’ODM dovrà disporre non solo di risorse finanziarie sufficienti al corretto adempimento dei propri compiti di controllo (allo scopo di preservare la sostenibilità e la continuità delle attività di monitoraggio), ma anche di adeguati processi di gestione e rendicontazione delle stesse;
  • Autonomia organizzativa: le risorse umane, tecniche e logistiche destinate alle attività di controllo dovranno essere adeguate e garantire non soltanto l’indipendenza e l’imparzialità dei soggetti appartenenti all’ODM ma anche l’operatività degli stessi. Nel caso in cui l’ODM deleghi, in tutto o in parte, l’attività di controllo a fornitori esterni, dovrà dimostrare anche per questi ultimi la sussistenza dei requisiti di competenza e indipendenza. La documentazione che il richiedente potrà allegare per provare la propria autonomia, è, a titolo esemplificativo:
  1. modelli organizzativi e gestionali che assicurino la separazione “organizzativa, gestionale e funzionale” dell’ODM dal titolare del codice di condotta e garantiscano la riservatezza nel trattamento delle informazioni;
  2. qualifiche professionali di cui il proprio personale dispone;
  3. documentazione che comprovi l’obbligo di riservatezza nello svolgimento delle attività di controllo;
  4. procedure e regole organizzative utilizzate nel processo di selezione dei fornitori esterni e di controllo dell’operato degli stessi;
  5. contratti e atti giuridici che assegnino ai fornitori le dovute responsabilità, incluso l’obbligo alla riservatezza e alla confidenzialità dei dati e delle altre informazioni con le quali gli stessi entrano in contatto nello svolgimento dei propri compiti;
  • Responsabilizzazione: si fa obbligo all’ODM anche di vigilare sul rispetto delle proprie procedure interne e di documentare analiticamente le attività svolte. A tal fine, nella domanda di accreditamento dovranno essere allegati documenti quali:
  1. modelli di relazione di gestione;
  2. policies di formazione del personale;
  3. procedure di svolgimento delle attività di controllo.
  • Onorabilità dei componenti dell’ODM: i soggetti che svolgono attività di controllo all’interno dell’organismo, nonché il rappresentante legale dello stesso, dovranno rispettare ulteriori requisiti di tipo personale. Nello specifico:
  1. non trovarsi in una delle condizioni di cui all’art. 2383 c.c. (cause di ineleggibilità e di decadenza degli amministratori);
  2. non essere stati radiati da albi professionali;
  3. non aver riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni, fatti salvi gli effetti derivanti dall’ottenimento della riabilitazione;
  4. non essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza personali.

L’assenza di conflitto di interessi

Ai sensi dell’art. 4 del provvedimento, ogni procedura messa in atto dall’Organismo dovrà essere accuratamente documentata e allegata alla domanda, in modo tale da prevenire, limitare e/o rimuovere il rischio derivante dall’insorgenza di conflitti di interesse nel corso del proprio mandato.

Ogni componente dell’ODM dovrà rispettare tali procedure anche nel corso della propria attività e segnalare ogni situazione nella quale possa ravvisarsi un potenziale conflitto di interessi. L’esempio fornito dal Garante quale situazione di rischio è il caso in cui un soggetto dell’ODM dotato di poteri decisionali abbia lavorato per il titolare del codice di condotta o per uno dei suoi aderenti o sia stato coinvolto nel processo di redazione del codice stesso.

Nel momento in cui dovesse sorgere un conflitto di interessi, si fa obbligo all’ODM di fornire al Garante indicazione di tutte le misure adottate al fine di ridurre e/o eliminare ogni rischio per l’indipendenza del proprio giudizio (tra cui, la rimozione del componente in conflitto di interessi o l’applicazione di sanzioni e penali in caso di inadempimento degli obblighi previsti dal provvedimento e dalle policies interne).

La competenza degli ODM

Ai sensi di quanto contenuto nell’art. 41 GDPR, l’ODM dovrà possedere:

  • un’approfondita conoscenza ed esperienza in materia di protezione dei dati personali;
  • un’approfondita conoscenza ed esperienza delle attività di trattamento tipiche del settore cui il codice di condotta fa riferimento;
  • un’approfondita conoscenza ed esperienza nello svolgimento dei propri compiti (ossia, gli audit e la valutazione degli aderenti);

e, altresì, formare continuamente i propri componenti, in base alle novità normative e tecnologiche riferibili ai citati ambiti. La dimostrazione del possesso di tale requisito è compiuta dal richiedente tramite la produzione di attestati di superamento di specifici corsi di formazione, diplomi di laurea, titoli di specializzazione o perfezionamento o master almeno annuali, dottorati di ricerca, pubblicazioni eccetera.

Procedure per il monitoraggio del codice di condotta

Ai sensi di quanto riportato nel provvedimento del Garante, l’ODM dovrà dimostrare che la procedura di valutazione e verifica della conformità degli aderenti al codice di condotta prevede:

  • la programmazione delle verifiche in un tempo ragionevole, sulla base di requisiti specifici come il numero e la tipologia di aderenti, l’ambito geografico, i reclami ricevuti, le violazioni accertate, e altri;
  • l’adozione di una metodologia definita di conduzione e documentazione delle verifiche condotte sul posto o da remoto;
  • la documentazione delle motivazioni alla base delle definitive valutazioni;
  • la stesura di modelli di gestione delle eventuali violazioni del codice di condotta, che stabiliscano con esattezza anche quale tipologia di misura (correttiva o sanzionatoria) debba essere applicata, proporzionalmente all’entità e alla reiterazione della violazione stessa.

La gestione trasparente dei reclami

Gli interessati hanno la facoltà di avanzare i propri reclami non solo all’Autorità Garante ma anche all’ODM, tramite istanza, ove abbia ad oggetto la violazione del codice di condotta. Ne consegue l’obbligo, per l’ODM, di dimostrare di disporre di procedure e strutture adeguate a ricevere, gestire, istruire e definire i reclami in modo efficace e trasparente, oltre che facilmente comprensibile e accessibile.

Dovranno essere rispettati i principi di partecipazione, imparzialità e garanzia del contraddittorio, nonché di informazione del reclamante sullo stato e sull’esito del proprio reclamo entro tempistiche ragionevoli. Delle violazioni accertate e delle relative motivazioni dovrà essere fatta pronta comunicazione al Garante: per tale ragione, dovrà essere allegata alla domanda anche la documentazione inerente tale procedura di informazione.

La procedura di accreditamento

La richiesta per l’ottenimento dell’accreditamento, da redigere in lingua italiana, deve inoltrarsi al Garante per la protezione dei dati personali per posta, a mano (alla sede di Roma dell’Autorità) o via email all’indirizzo odm.accreditamento@gpdp.it. L’accreditamento ha una durata massima di 5 anni, con facoltà, per il titolare del codice di condotta, di prevedere nello stesso una durata inferiore del mandato dell’ODM.

È fatta salva la possibilità, per il Garante, di avviare una revisione dell’accreditamento, ove quest’ultimo venga a conoscenza di elementi o fattori di rischio sopravvenuti che compromettano il rispetto dei requisiti di imparzialità dell’ODM o il corretto svolgimento dei suoi compiti, oppure si accerti la non conformità al GDPR delle misure adottate dallo stesso.

La richiesta di rinnovo dell’accreditamento dovrà essere inoltrata dall’ODM nel tempo massimo di tre mesi precedenti alla sua scadenza. La citata richiesta dovrà contenere le seguenti informazioni obbligatorie, elencate all’art. 2 del Provvedimento in esame:

  • dati identificativi del richiedente e, ove presenti, del suo rappresentante legale e dei soggetti dotati di attività decisionale nelle attività di controllo aventi rilevanza esterna;
  • codice fiscale e/o partita IVA, oltre al numero di iscrizione al registro delle imprese;
  • la residenza o la sede legale del richiedente, che deve essere all’interno del SEE (Spazio Economico Europeo)
  • l’eventuale censimento all’interno di INI-PEC o di IPA;
  • lo statuto e l’atto costitutivo, se società;
  • il recapito per le comunicazioni inerenti alla domanda di accreditamento;
  • la tipologia di ODM (esterno o interno);
  • il codice di condotta per il quale si richiede l’accreditamento;
  • l’ambito di applicazione del codice di condotta.

Nonché ogni altra documentazione utile a provare il possesso dei menzionati requisiti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr