L'approfondimento

Successione ereditaria dei beni digitali: come accedere ai dati del defunto

Cosa prevede la normativa riguardo all’accesso ai dati e ai dispositivi digitali di una persona defunta: una guida per conoscere diritti e regole

11 Mar 2020
D
Alessandro D'Arminio Monforte

Avvocato, Studio NetworkLex

Accedere ai dati personali (foto, video, documenti, criptovalute, post) di una persona scomparsa si rivela spesso un’operazione complessa. Da un lato, infatti, non conoscere le credenziali rende difficoltoso l’accesso ai supporti di memorizzazione appartenuti al defunto e, dall’altro, l’ostruzionismo dei fornitori di servizi IT impedisce agli eredi di entrare in possesso dei beni digitali ereditari. Vi sono tuttavia soluzioni tecnico-giuridiche per porvi rimedio: vediamo quali sono.

Cosa prevede la normativa

La scomparsa di una persona può avvenire in qualsiasi momento e, non sempre, questa può aver avuto la lungimiranza o sentito l’esigenza di pianificare la propria successione. La questione successoria, tuttavia, con lo sviluppo delle tecnologie ha assunto (e assumerà in futuro) un interesse che non riguarda più solo le persone anziane, poco avvezze all’utilizzo degli strumenti informatici, bensì tutti coloro che sfruttano quotidianamente le nuove tecnologie.

WHITEPAPER
DATI: come PROTEGGERLI e mantenerli CONFORMI alle regole? Scarica la Guida
Sicurezza dei dati
Database

I casi giurisprudenziali che hanno portato alla nascita della c.d. eredità digitale dimostrano, del resto, che protagonisti del fenomeno successorio digitale sono (state) persone giovani, fruitrici indefesse di smartphone, tablet, social network, account e Internet.

È evidente che, per quanto riguarda il patrimonio digitale, la ricerca e l’acquisizione dei cespiti digitali (ovvero dei beni digitali di valore economico o personale) non è un’operazione così semplice come quella relativa ai beni non digitali, a maggior ragione in assenza di un inventario o di disposizioni di ultima volontà. Da un lato, infatti, la vita “digitale” di una persona può essere del tutto ignota anche ai suoi più stretti familiari e, dall’altro lato, l’immaterialità dei beni facenti parte del patrimonio digitale e il numero di supporti di memorizzazione di quotidiano utilizzo fa sì che questi non siano facilmente reperibili.

L’accesso ai supporti fisici di memorizzazione

La prima attività che il chiamato a succedere nei rapporti del defunto dovrà compiere è la ricostruzione dell’ipotetica “vita digitale” del medesimo. Tale operazione dovrà essere svolta tenendo conto, anzitutto, della preparazione informatica del de cuius e non solo delle sue propensioni nella vita “analogica”.

Successivamente, si dovranno ricercare i supporti fisici di memorizzazione (personal computer, tablet, smartphone, hard disk esterni, memorie flash, CD-ROM, DVD ecc.) ove sono contenuti i beni digitali. Rinvenuti i supporti di memorizzazione, il chiamato all’eredità (o chi sarà preposto all’amministrazione di beni ereditari) potrebbe comunque non riuscire ad entrare in possesso dei beni digitali ivi contenuti, in quanto protetti da una credenziale di accesso (ad esempio, una password).

In tali casi, l’unica soluzione per superare la barriera protettiva ed entrare in possesso dei beni digitali ereditari sarà, oltre che procedere per tentativi (inserendo, ad esempio, password già note o ricostruibili attraverso le abitudini del defunto), richiedere l’assistenza di tecnici specialisti di informatica forense (non semplici informatici), affinché, forzando informaticamente i supporti, tentino di accedere al supporto protetto da credenziale e di recuperare i contenuti protetti.

Sebbene non sia possibile generalizzare, a fronte di una credenziale semplice e già utilizzata (è prassi comune infatti riutilizzare una credenziale già impiegata), è spesso possibile ottenere quell’accesso al dispositivo che consente allo specialista informatico di effettuare una copia esatta del suo contenuto attraverso le tecniche di informatica forense.

Tuttavia, i sistemi moderni offrono misure di protezione ulteriori rispetto alle note credenziali (password, PIN, username ecc.), che, grazie all’integrazione tra hardware e software, proteggono non solo l’accesso al supporto, ma effettuano altresì una cifratura (asimmetrica) dei dati ivi presenti.

In tali casi, lo specialista informatico, in assenza delle credenziali, dovrà utilizzare le tecniche di polizia giudiziaria e analizzare ogni componente del sistema in esame, oltre che ogni supporto esterno, alla ricerca di frammenti della credenziale originale e degli eventuali dati cancellati che permettano di rinvenire elementi o indizi in grado, direttamente o indirettamente, di ricondurre alla credenziale.

È prassi comune in questi casi ricorrere alla c.d. copia forense del dispositivo di memorizzazione in modo tale da poter effettuare tentativi di accesso (anche invasivo o distruttivo), senza compromettere l’originale del supporto o, in alternativa, alle tecniche di c.d. brute force, ossia ad un cospicuo numero di tentativi automatizzati di acceso attraverso password generate casualmente a partire da criteri predeterminati.

Qualora non sia necessario conservare il supporto fisico di memorizzazione si potrà ricorrere a tecniche distruttive quali il c.d. “chip off”, ovvero la rimozione fisica dei componenti dalla scheda logica per un accesso fisico al componente contenente la chiave privata da estrarre.

L’accesso ai dati del defunto contenuti negli account

Per quanto riguarda gli account, invece, la problematica di accesso ai dati assume contorni differenti, anche in ragione del fatto che l’account è legato ad una relazione contrattuale tra il fornitore del servizio della società dell’informazione e l’utente, in forza della quale quest’ultimo può usufruire di un servizio e di uno specifico ambiente virtuale, solitamente personalizzabile, avente determinati contenuti e singolari funzionalità.

La prima (oltre che più semplice) forma di acquisizione di beni digitali riconducibili ad un account del de cuius è l’accesso attraverso lo stesso (o gli stessi) device (personal computer, smartphone, tablet ecc.) in uso al defunto (se accessibili ab origine). In altre parole, i chiamati all’eredità possono tentare di accedere all’account del defunto, utilizzando il personal computer, il tablet o lo smartphone.

Gli elaboratori elettronici in generale e i programmi di navigazione (browser) in particolare, anche al fine di agevolare l’utente nell’accesso ai propri account, memorizzano infatti le credenziali di accesso ai diversi servizi in rete.

Gli strumenti giuridici per accedere ai dati del defunto

Qualora tale tentativo risultasse infruttuoso, l’unico strumento per poter accertare l’esistenza di dati riconducibili al defunto e (cercare di) entrarvi in possesso, è quello legale e, segnatamente:

  • il GDPR;
  • il D.lgs. 196/2003, come modificato dal D.lgs. 101/2018;
  • il contratto con il fornitore del servizio

Tali strumenti, spesso da utilizzare in combinazione tra loro, si rivelano del resto gli unici in grado di consentire ai chiamati o agli eredi di ottenere legittimamente – senza cioè che possano essere mosse loro contestazioni sull’illecito utilizzo delle credenziali di accesso del defunto – tutti i dati ivi memorizzati in vita dal defunto.

Dati del defunto: cosa prevede il GDPR

Sebbene il considerando n. 27 del Regolamento UE n. 679/2016 statuisca che questo non si applichi ai dati personali delle persone defunte e rimetta agli Stati membri la previsione di norme riguardanti il trattamento dei dati personali delle persone decedute, il GDPR si rivela comunque il principale strumento giuridico per ottenere copie dei beni digitali appartenuti al defunto e memorizzati nell’account a questi riconducile.

Invero, il GDPR, oltre ad essere pienamente applicabile anche a tutti i titolari del trattamento che abbiano sede fuori dall’Unione Europea, ma che trattino dati di interessati che si trovano all’interno della UE (ex art. 3, par. 2, Regolamento UE n. 679/2016) contiene una norma, l’art. 6, par. 1, lett. b) e lett. f) certamente utilizzabile al fine di entrare in possesso dei beni ereditari.

Spesso i fornitori dei servizi della società dell’informazione, in particolare quelli di social network respingono le richieste dei chiamati o degli eredi, trincerandosi dietro la tutela della riservatezza sia del defunto sia, nei casi di “chat” o “conversazioni private”, delle controparti (rectius, partner) delle comunicazioni.[1] Le eccezioni sulla riservatezza risultano però del tutto inconsistenti.

Se è vero, infatti, che il contratto (atipico) per la fornitura di un servizio (o di un bene digitale)  si trasferisce mortis causa come ogni altro rapporto contrattuale[2] (come meglio si dirà infra), è altrettanto vero che, anche ai fini dell’effettivo subentro degli eredi nel contratto (e, quindi, nella gestione dell’account) il trattamento dei dati del defunto relativi all’account (ivi compreso il trattamento dei dati dei partner di comunicazione) da parte degli eredi deve considerarsi lecito ex art. 6, par. 1, lett. b), prima ancora che necessario[3].

Il consenso prestato dal defunto, del resto, continua ad avere efficacia nei confronti degli eredi e, dunque, a rendere legittimo il trattamento[4].

Inoltre, gli eredi sono quasi sempre portatori di un “interesse legittimo[5] ad accedere agli account del defunto (si pensi, ad esempio, all’interesse alla tutela di diritti derivanti dalla successione) ragione per la quale, anche prescindendo dal subentro nel contratto, potrebbe essere invocato anche l’art. 6, par. lett. f) che renderebbe comunque lecita la comunicazione dei dati del defunto e il loro trattamento[6].

Un ultimo aspetto su cui si ritiene possibile avanzare una legittima richiesta di accesso è quello legato alla tutela postuma del defunto. In forza della persistenza di interessi giuridicamente tutelabili in capo ai prossimi congiunti, questi potrebbero ottenere accesso ai dati del de cuius, una copia dei medesimi o richiedere la loro cancellazione[7].

I diritti riguardanti le persone decedute

La norma che però, più di tutte, si rivela efficace per entrare in possesso dei beni digitali ereditari è, qualora risulti applicabile la legge italiana, l’art. 2 terdecies, co. 1 del D.lgs. n. 196/2003, come modificato dal D.lgs. n. 101/2018, titolato “Diritti riguardanti le persone decedute”. L’art. 2 terdecies, co. 1, ha una portata dirompente in quanto consente di ottenere ex art. 15 del GDPR l’accesso non solo a tutti i dati anagrafici del defunto, bensì a tutte le informazioni allo stesso riconducibili “memorizzate” dal titolare del trattamento e, dunque, tutte le foto digitali, i video, le conversazioni, le registrazioni, i podcast, i file di testo[8].

Inoltre, l’art. 15 del GDPR non riconosce soltanto il diritto (e quindi l’obbligo del titolare) ad ottenere accesso ai dati, ma anche quello di riceverne una copia gratuita, salvo che ovviamente l’esercizio di tale diritto non sia lesivo di diritti o libertà di altre persone fisiche[9].

Legittimati a tale richiesta sono coloro tutti che hanno un interesse proprio, che agiscono a tutela dell’interessato, in qualità di mandatari o per ragioni familiari meritevoli di protezione, dunque soggetti che potrebbero essere titolari di un diritto acquisito mortis causa o legittimati iure proprio[10].

Alla luce di quanto sopra esposto, i portatori di un interesse legittimo potranno avanzare ai singoli fornitori di servizi della società dell’informazione specifiche richieste di accesso ai (e copia dei) dati personali “contenuti” negli account semplicemente provando: il decesso del titolare[11]; il titolo in forza del quale agiscono; la riconducibilità al de cuius del servizio digitale prestato.

La prova del decesso potrà essere facilmente offerta attraverso un semplice certificato di stato civile estraibile presso l’anagrafe di Stato. Altrettanto semplice sarà provare il titolo in forza del quale si agisce, ovvero la propria qualità di chiamato all’eredità (o di erede), grazie ad una dichiarazione di notorietà o al c.d. certificato successorio europeo di cui al Regolamento UE n. 650/2012.

Più difficoltoso potrebbe, invece, rivelarsi il conseguimento della prova della riconducibilità dell’account al de cuius per le ragioni sopra viste. Tuttavia, una possibile soluzione potrebbe essere rinvenuta anche in questo caso nell’atto di notorietà, ovverosia nella dichiarazione resa da due o più soggetti, estranei alla vicenda successoria, che confermino, ad esempio, che quel determinato account era riconducibile al defunto[12].

Ottenute le informazioni di cui sopra, i fornitori di servizi della società dell’informazione prevedono spesso, una valutazione interna sull’ accoglimento dell’istanza di accesso e, in caso di esito positivo, la consegna di copia dei dati appartenuti al defunto, ma quasi mai un accesso diretto all’account o la comunicazione della password di accesso al medesimo.

_

Note e bibliografia

[1] G. Resta, La successione nei rapporti digitali e la tutela post mortale dei dati personali, in in Contr. e impr., 2019., p. 99.

[2] Mattera, La successione nell’account digitale. Il caso tedesco, cit., p. 703. BGH, 12 luglio 2018, n. 183/17, cit., p. 703.

[3] G. Resta, La successione nei rapporti digitali e la tutela post mortale dei dati personali, cit., p. 99;.

[4] Mattera, La successione nell’account digitale. Il caso tedesco, cit., p. 706.

[5] BGH, 12 luglio 2018, n. 183/17, cit.,700;.

[6] G. Resta, La successione nei rapporti digitali e la tutela post mortale dei dati personali, in in Dir. inf. e inform., 2018., p. 99.

[7] Camardi, L’eredità digitale. Tra reale e virtuale, cit., p. 80.

[8] Ricci, I diritti dell’interessato, in AA.VV. Il nuovo Regolamento europeo sulla privacy e sulla protezione dei dati personali, Zanichelli, 2017, p. 185.

[9] Ricci, I diritti dell’interessato, cit., p. 186.

[10] G. Resta, La successione nei rapporti digitali e la tutela post mortale dei dati personali, cit., p. 99.

[11] Berti – Zanetti, La trasmissione mortis causa del patrimonio e dell’identità digitale: strumenti giuridici, operativi e prospettive de iure condendo, in Law and Media Working Paper Series, n. 18/2016, cit., p. 19.

[12] Bechini, Identità Digitale, in AA.VV. Identità ed eredità digitali, stato dell’arte e possibili soluzioni, Aracne, 2016, p. 51.

WHITEPAPER
Certificazioni GDPR: tutti i vantaggi per le organizzazioni che vi aderiscono
Legal
Privacy
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr