l'analisi

La risposta di Twitter alla censura è Tor: finalità e funzionamento

Twitter fa il passo decisivo e atterra nella rete Tor: con un nuovo sito .onion è raggiungibile da ora anche nel Dark Web. Una risposta utile alla deriva autoritaria – dittatoriale della Russia, ma non è certo utile solo in questo ambito

11 Mar 2022
F
Dario Fadda

Research Infosec, fondatore Insicurezzadigitale.com

È online da martedì la versione Tor del popolare social network Twitter, con un nuovo indirizzo .onion che ne garantisce la fruizione anche in caso di scenari sotto censura. Una risposta utile alla deriva autoritaria – dittatoriale della Russia, ma non è certo utile solo in questo ambito.

Twitter lancia il suo indirizzo onion Tor Project

Dall’8 marzo infatti, è stato direttamente un tweet ufficiale di Alec Muffett, ingegnere esperto di crittografia e sicurezza delle reti che ha aiuto Twitter nel processo di creazione del proprio servizio Tor, ad annunciare l’immediato avvio di questo progetto.

candidatura
Passione per il diritto dell’informatica? Candidati per il team Legal di P4I!
Legal
Privacy

Ecco dunque l’indirizzo onion di Twitter per connettervisi sotto rete Tor:

https://twitter3e4tixl4xyajtrzo62zg5vztmjuricljdp2c5kshju4avyoid.onion/

L’uso dei siti onion offre diversi vantaggi, inclusa la possibilità di aggirare i blocchi di siti Web regionali o nazionali, la protezione contro la censura DNS, gli attacchi TLS man-in-the-middle e i filtri SNI.

Per la rete Tor si allargano gli orizzonti

Questa novità proposta da Twitter era qualcosa di atteso nella comunità social e della sicurezza, già da diversi anni. Infatti sono diversi i servizi, siti web, magazine e piattaforme che offrono il proprio corrispettivo sito onion, sotto la rete Tor. Per fare qualche esempio, va detto che Facebook attiva la propria URL Tor nell’ottobre del 2014. Ma da diversi anni anche il sito di notizie della BBC è disponibile nel dark web. Oltre a ProPublica, DuckDuckGo e New York Times, tutti già presenti nel network della cipolla.

È facile dunque sfatare in questo modo il falso mito per il quale sul dark web, quella parte del web appunto accessibile solo tramite rete Tor, ci si trovino solamente siti o attività a carattere criminale o illecito.

Da quanto divulgato da Muffett inoltre si apprende che il progetto di Twitter, di creazione del proprio servizio Tor, non è qualcosa di estremamente recente, unicamente guidato dai recenti sviluppi censori dovuti alla crisi Ucraina-Russia, ma solamente l’ultimo passo decisivo di un processo in divenire, iniziato già da tempo.

Insomma si potrebbe definire un sicuro miglioramento della privacy degli utenti che, è giusto dirlo, stanno aumentando sempre di più. Inoltre è bene ricordare che più privacy non è sinonimo di più sicurezza, se desideri utilizzare Tor, assicurati sempre di scaricare la versione più recente disponibile e seguire di volta in volta gli aggiornamenti ufficiali proposti.

Bisognerà vedere comunque come i Paesi dittatoriali proveranno a rispondere a loro volta, nell’eterna corsa tra guardia e ladri. Tor è bandito in Russia da dicembre 2021, ma è possibile aggirare il blocco (a proposito dell’eterna corsa). Allo stesso modo i russi sempre più spesso provano a usare VPN per usare i servizi occidentali bloccati in patria, ma non è da escludere una contro-reazione del Governo – come già fa la Cina contro le VPN. 

Ricordiamo che i provider russi sono obbligati a installare sulle reti sistemi di deep packet inspection per bloccare e rallentare traffico indesiderato.

Un “muro digitale” isola la Russia, in crisi l’open internet: che possiamo fare

dal 14 al 17 giugno 2022
FORUM PA 2022: Le sfide globali della cybersecurity e della sovranità digitale
Sicurezza
Privacy
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 4