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Il turismo italiano ha un problema di cyber security, ecco come rimediare

28 Mag 2018

Secondo uno studio condotto da A.P.S.P. (Associazione Prestatori Servizi di Pagamento), nel settore turistico manca ancora la percezione di sicurezza necessaria a far sì che i cittadini preferiscano le carte di credito alle carte prepagate.
In Italia, ha spiegato Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione, proprio in ragione di questa diffusa percezione, circola un numero di carte prepagate decisamente superiore rispetto alla media europea. E questa diffusa percezione trova la sua ragion d’essere anche nel fatto che molti dei dati in vendita nel dark web di fatto siano sottratti in modo fraudolento proprio dal settore turistico.

Per questo motivo, A.P.S.P. ha deciso di istituire un osservatorio dedicato proprio al tema della sicurezza nei pagamenti elettronici, raccogliendo le segnalazioni provenienti dagli operatori del settore turistico, vale a dire hotel, agenzie viaggi, e service provider, che rappresentano una spia d’allarme per quanto riguarda la messa in sicurezza dei processi di incasso e pagamento.

Nel contempo, l’associazione si sta impegnando nella promozione di standard quali PCI-DSS (Payment Card Industry Data Security Standard), che rispetta una serie di requisiti a garanzia della sicurezza delle informazioni sui titolari di carte di credito e debito, indipendentemente dalle loro modalità o posizioni di raccolta, elaborazione, trasmissione e archiviazione.
In particolare, sostiene l’associazione, mostrare ai propri clienti che il sito di e-commerce, quello dell’hotel presso cui stanno prenotando o quello dell’agenzia viaggi contattata sono PCI DSS compliant è un primo passo per aumentare nel turista la percezione di attenzione alla protezione dei suoi dati personali.

In fondo, si tratta di innovare il settore turistico con il digitale, il che ne aumenterebbe anche l’attrattività per i clienti stranieri. A riguardo, ci sono numerose idee sul tavolo, come si legge su Agendadigitale.eu.

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