Forse è più facile comprendere quanti angeli possono danzare sulla capocchia di uno spillo che quanta AI viene impiegata all’interno di un’organizzazione.
Soprattutto se le iniziative si sono mosse sull’onda dell’entusiasmo e non secondo un progetto ordinato, con tanto di censimento, scopo, programmi di sensibilizzazione e un sacco di quelle cose che il vendor spesso omette di dire quando presenta la fantasmagorica soluzione AI-powered.
Anche perché significherebbe correre il rischio di perdere la golden hour per concludere la vendita.
Ma se questo rischio si è evitato, ecco che se ne affaccia un altro che bene o male deriva dall’aver inserito all’interno di un’organizzazione un nuovo strumento non disciplinato.
E non perché sia intrinsecamente selvaggio, ma per il semplice motivo che l’utilizzatore è considerato null’altro che un plug-in nell’illusione che questa AI (o agente AI) “faccia tutto da sé”.
Il che è in parte vero, ma il fatto dovrebbe preoccupare non poco. Soprattutto se non si comprende esattamente che cosa potrebbe fare, o i correttivi da dover predisporre affinché faccia quello e proprio quello per cui si è scelto di introdurlo.
First prompt, then think
Il problema di fondo probabilmente è che non si è veramente ragionato sul che cosa far fare a uno strumento AI-powered se non autocelebrare il proprio funzionamento.
Insomma, un approccio di progetto. Ci sono alcune domande fondamentali che dovrebbero precedere – o accompagnare – queste implementazioni, con lo scopo di precisare obiettivi, limiti, rischi, opportunità e responsabilità.
Occorre, ad esempio, prendere atto che le implicazioni per la sicurezza e l’esigenza di comprendere le dinamiche di addestramento anche al fine di anticipare le criticità emergenti devono collocarsi all’interno di un progetto strutturato, altrimenti i rischi non si limitano alla sola (eufemismo) sicurezza cyber ma si propagano anche alla violazione di obblighi normativi.
Certamente, l’entusiasmo AI-powered o AI-inspired è un ottimo motore.
Il problema sta nel saper mantenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada.












