La blockchain a supporto degli strumenti di tutela della proprietà intellettuale: novità e scenari - Cyber Security 360

SOLUZIONI DI SICUREZZA

La blockchain a supporto degli strumenti di tutela della proprietà intellettuale: novità e scenari

Nell’intrinseca immaterialità di un ambito dominato dalle opere dell’ingegno, il settore giuridico della proprietà intellettuale trova nuovi spazi nella forma intangibile quanto accessibile della tecnologia blockchain, pronta a garantire una tutela giuridica tanto estesa quanto sicura

26 Mag 2021
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Pietro Pouché

Avvocato, Partner di Herbert Smith Freehills

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una diffusione crescente della tecnologia blockchain: nata inizialmente per soddisfare le necessità di trasmissione e tracciabilità di dati e pagamenti soprattutto in ambito bancario e finanziario, la blockchain ha visto una progressiva espansione del suo range di applicazione arrivando a interessare diversi settori tra cui quello di tutela della proprietà intellettuale.

La blockchain a tutela della proprietà intellettuale: i benefici

Per le sue caratteristiche intrinseche, infatti, la cosiddetta “catena di blocchi” consente la razionalizzazione e l’efficientamento dei processi, garantendo una trasmissione rapida e trasparente di dati e informazioni e assicurando al tempo stesso una sostanziale riduzione dei costi che la rende accessibile a una moltitudine di aziende e operatori.

Senza contare i numerosi benefici che questo tipo di tecnologia apporta sul fronte della sicurezza, offrendo una difesa completa da tentativi di sottrazione e contraffazione di dati e informazioni.

Non è un caso che la blockchain venga sempre più utilizzata non solo per la registrazione e il tracciamento degli asset tangibili ma anche e soprattutto per la profilazione dei cosiddetti asset intangibili.

Sotto questo profilo è una tecnologia particolarmente interessante per le aziende perché consente di tutelare i disegni tecnici e il know-how non brevettabili fornendo loro dati certi, pur mantenendone il segreto.

Ecco, infatti, che in questi ultimi anni la tecnologia blockchain ha giocato un ruolo di crescente rilevanza negli scenari della tutela e del diritto di proprietà intellettuale.

Come registro digitale trasparente, sicuro e decentralizzato, il sistema rende possibile il tracciamento in tempo reale degli scambi di informazioni sulle diverse fasi di registrazione delle opere, permettendo la registrazione stessa di contenuti digitali – testuali e visuali – altrimenti più difficilmente tutelabili.

La tecnologia agisce come “certificazione digitale di autenticità” laddove gli strumenti tradizionali non arrivano, allargando il campo delle tutele – e dell’individuazione degli illeciti – ad uno spettro molto vasto ed oggi in larga parte inesplorato.

Le aree di applicazione del diritto di proprietà intellettuale

Le enormi potenzialità del diritto di proprietà intellettuale, nel solco della blockchain, si manifestano in tre particolari aree di applicazione:

  1. la tutela del diritto d’autore;
  2. la tutela del marchio;
  3. la tutela del sistema brevettuale.

In relazione alla tutela del diritto d’autore, l’utilizzo della blockchain consente di raccogliere in maniera precisa e immediata tutte le informazioni legate all’origine di un’opera, permettendone il tracciamento all’interno di un unico “libro mastro” digitale, un database decentralizzato che consente di monitorare in tempo reale tutte le transazioni economiche che riguardano la distribuzione e circolazione di un’opera e la cessione a terzi dei diritti sul suo utilizzo (effettuata, ad esempio, attraverso i cosiddetti “Smart Contracts”).

Per quanto riguarda la tutela del marchio, invece, la tecnologia permette di raccogliere le “prove d’uso” sull’utilizzo da parte di terzi. In questo modo, è possibile verificare che ogni utilizzo del marchio venga effettuato nel pieno e totale rispetto delle disposizioni contrattuali previste per la cessione a terze parti, un contributo essenziale nel contrasto alla contraffazione.

Non da ultimo, bisogna considerare che la tecnologia blockchain abbatte in misura significativa i costi relativi alla gestione delle pratiche brevettuali, attraverso in particolare le funzioni di “hashing” (per la crittografia delle informazioni) e di “proof of existence” (per la prova di registrazione dei documenti brevettuali).

In questo modo anche le imprese di minori dimensioni – che a causa di una minor disponibilità di risorse tendono a non investire nella tutela intellettuale delle proprie opere – possono proteggersi da rischi di furti e contraffazioni.

Blockchain e tutela della proprietà intellettuale in Europa

A conferma di un trend che vediamo crescere e consolidarsi, negli ultimi giorni abbiamo assistito a un’importante novità da parte dell’Unione Europea per quanto riguarda il binomio blockchain e tutela della proprietà intellettuale.

Lo scorso 17 aprile, infatti, l’EUIPO – L’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, preposto alla gestione dei marchi e del design industriale per il mercato interno dell’Unione europea, ha lanciato la prima piattaforma europea di archiviazione dei dati di proprietà intellettuale tramite blockchain, a disposizione delle istituzioni di proprietà intellettuale comunitarie e dei loro utenti.

Nello specifico, l’ente ha legato per la prima volta i suoi due servizi principali per la ricerca e l’archiviazione di informazioni sulla proprietà intellettuale – TMview e DesignView – alla tecnologia blockchain, per rafforzare i relativi strumenti di protezione e monitoraggio all’insegna di una maggiore velocità, affidabilità e sicurezza dei dati al loro interno.

In questo modo, i dati relativi a oltre 60 milioni di marchi e circa 17 milioni di design che sono raccolti in TMview e DesignView potranno usufruire non solo di un regime di sicurezza più elevato che protegge tali dati da furti e contraffazioni ma potranno essere trasferiti con immediatezza e precisione, eliminando del tutto la fatalità di errori umani e con un risparmio di temi e costi non indifferente.

EUIPO ha anche annunciato che lancerà presto una propria piattaforma di autenticazione blockchain decentralizzata, che permetterà di contrastare in maniera capillare e integrata le contraffazioni dei marchi.

Conclusioni

Nell’intrinseca immaterialità di un ambito dominato dalle opere dell’ingegno, il settore giuridico della proprietà intellettuale trova nuovi spazi nella forma intangibile quanto accessibile della tecnologia blockchain, pronta a garantire una tutela giuridica tanto estesa quanto sicura.

Ciò a tutto vantaggio degli utenti, del proliferare di nuove idee, del progresso, nel solco delle – loro sì – tangibili certezze che una simile tecnologia è in potere di offrire.

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