Twitter, violati gli account VIP per truffa bitcoin: che cosa sappiamo (e possiamo imparare) - Cyber Security 360

L'ANALISI

Twitter, violati gli account VIP per truffa bitcoin: che cosa sappiamo (e possiamo imparare)

È stato probabilmente un attacco social engineering a violare alcuni account Twitter di famosi personaggi e importanti aziende dell’hi-tech, per una truffa in Bitcoin. Ecco tutti i dettagli di quanto accaduto noti finora e l’analisi dei principali esperti

16 Lug 2020
Paolo Tarsitano

Editor Cybersecurity360.it

Alcuni degli account Twitter più seguiti (alcuni anche verificati e, addirittura, protetti con doppia autenticazione) tra cui quelli di Elon Musk, Bill Gates, Jeff Bezos, Barack Obama, Joe Biden e Kanye West e di alcuni noti marchi come Apple e Uber, sono stati hackerati in seguito ad un attacco che si profila come la più grave violazione del sistema di sicurezza del noto social media.

Cosa si sa finora dell’attacco hacker a Twitter

Al momento “non sono ancora chiari i contorni dell’attacco subito da Twitter e neanche a quando risalga la violazione, i cui risultati sono stati resi pubblici nella serata di ieri con la violazione di decine di account verificati e la pubblicazione di un messaggio che invitava a versare Bitcoin su un indirizzo per poterne ricevere in cambio il doppio”, ci dice Paolo Dal Checco, Consulente informatico forense.

“La società ha comunicato di aver rilevato un possibile attacco di social engineering nei confronti di un impiegato di Twitter che ha permesso ai criminali di accedere al pannello amministrativo e quindi superare i blocchi imposti dall’autenticazione a due fattori sugli account”, continua Dal Checco. Dal tool è possibile cambiare mail, resettare le password e così ottenere il controllo degli account.

“Sembra piuttosto ovvio che dietro quanto è successo ieri deve esserci qualcosa di più della truffa legata al messaggio che invita a versare Bitcoin, grazie al quale i criminali hanno ottenuto poco più di 100.000 dollari al momento”.

Secondo Motherboard invece un gruppo hacker (noto come Kirk) sarebbe riuscito a corrompere uno o più dipendenti per ottenere accesso al tool; ipotesi che molti esperti considerano meno probabile rispetto al social engineering.

Se si dimostrassero vere le indiscrezioni per cui è stato ottenuto l’accesso ai sistemi tramite social engineering, e non tramite altre tecniche più sofisticate come si era ipotizzato inizialmente, “verrebbe confermato una volta di più quanto il fatture umano sia, resti e sarà uno dei principali fattori critici per garantire una strategia di cyber security efficace”, è il commento di Alessio Pennasilico, Information & Cyber Security Advisor presso P4I – Partners4Innovation.

“La cosa grave è che esista la possibilità tecnica per un impiegato di Twitter di mandare messaggi dall’account di qualsiasi utente”, è invece quanto sottolinea Corrado Giustozzi, Esperto di sicurezza cibernetica presso il CERT-PA AgID.

Le contromisure adottate da Twitter

Dal canto suo, la scorsa notte il social media ha confermato l’accaduto definendolo un “incidente di sicurezza dovuto ad un attacco coordinato di ingegneria sociale” contro i suoi dipendenti che accedono ai suoi strumenti interni”.

Dopo qualche ora, gli account compromessi sono stati bloccati e sono stati cancellati i tweet della truffa.

Twitter ha inoltre comunicato di aver temporaneamente limitato le funzionalità per moltissimi altri account in modo da arginare il rischio di altre eventuali compromissioni e quindi per scongiurare il propagarsi della truffa. Ad esempi, al momento, potrebbe non essere possibile pubblicare un tweet o resettare la password del proprio account.

Gli esperti di Twitter stanno inoltre indagando su quali altre attività dannose potrebbero aver effettuato gli attaccanti e su quali informazioni avrebbero avuto accesso.

Cosa ci insegna quanto accaduto a Twitter

Le indagini su quanto accaduto sono tuttora in corso al fine di delineare meglio i contorni dell’attacco.

“La storia ricorda molto l’attacco del ransomware WannaCry, che ha danneggiato centinaia di migliaia di PC e server in tutto il mondo ottenendo allora poche decine di migliaia di dollari di riscatto, chiaramente una somma insignificante per la potenzialità distruttiva manifestata”, è quanto ci dice ancora Dal Checco.

“In entrambi i casi, poco dopo gli avvenuti incassi dei Bitcoin i criminali li hanno spostati, creando così curiosità negli esperti di Bitcoin forensics ma chiaramente creando uno specchietto per le allodole, dato che molto probabilmente è da qualche altra parte che andrebbero puntati i riflettori mentre tutti seguono le tracce dei pochi spiccioli sottratti tramite l’inganno”.

Secondo Massimo Canducci, Professore di Innovation Management presso l’Università di Pavia e Chief Innovation Officer di Engineering, “Quanto accaduto a Twitter dimostra che il tema della cybersecurity è centrale in ogni organizzazione, soprattutto se si tratta di aziende che gestiscono i dati ed i contenuti di milioni di persone nel mondo. D’altra parte, però, dovrebbe anche farci riflettere sull’utilizzo che di questi strumenti fanno molti politici, manager e imprenditori. Utilizzare questi canali come strumenti primari (talvolta unici) di comunicazione significa mettersi completamente nelle mani di organizzazioni terze che potrebbero decidere se pubblicare o meno il nostro contenuto oppure, come purtroppo è appena accaduto, far passare per nostri dei contenuti che non lo sono affatto, con inevitabili effetti su noi stessi, sulle nostre organizzazioni e talvolta sulle scelte politiche di interi paesi”.

Costin Raiu, director of GReAT, Kaspersky, ha commentato così: “l’attacco che ha avuto luogo ieri è probabilmente uno dei più gravi incidenti di sicurezza di Twitter, se non il più grave mai capitato”. “Non conosciamo ancora l’autore dell’attacco, ma la truffa legata al mondo delle cripto-valute suggerisce che si tratta di un gruppo criminale spinto da un obiettivo di natura economica. Uno Stato-nazione avrebbe probabilmente sfruttato l’accesso per raccogliere informazioni personali, come i messaggi privati della persona presa di mira, piuttosto che account di società importanti”.

Per riconquistare la fiducia degli utenti, secondo Kaspersky, “è necessario condurre un’indagine dettagliata e renderla pubblica attraverso un report che spieghi come è avvenuto il breach, quali strategie e quali eventuali vulnerabilità sono state sfruttate dagli attaccanti. Alcune informazioni postate da Twitter Support segnalano che i dipendenti sono stati colpiti da uno schema di social engineering; è difficile credere che i dipendenti di Twitter non proteggessero il proprio account con la 2FA (autenticazione a due fattori), perciò resta da chiarire come sia possibile che un attacco di social engineering abbia avuto successo. Infine, per riacquistare la fiducia degli utenti, il report dovrebbe elencare le procedure messe in atto per rendere sicura la piattaforma da abusi futuri”.

“Credo che Twitter farà il necessario per chiudere ogni falla di sicurezza che potrebbe essere stata sfruttata, rendendo difficile, se non impossibile, che attacchi del genere possano ripetersi in futuro”.

Rimangono dunque molte, ancora, le ombre su quanto accaduto: probabilmente nelle prossime ore ne sapremo di più. Data l’ampia portata della campagna malevola, comunque, i danni avrebbero potuto essere molto più elevati. Al momento, sembra essersi trattato soltanto di un truffa rapida e redditizia.

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