rischi strutturali

Inchiesta sui servizi segreti italiani: a rischio le fondamenta stesse dello Stato



Indirizzo copiato

Il caso dei dossier e di un ramo dei servizi segreti italiani coinvolto mette in risalto un rischio strutturale legato all’uso “non istituzionale” delle informazioni riservate colpisce. Ecco cosa accade quando dati sensibili, acquisiti tramite apparati, vengono sottratti e usati come leva di pressione

Pubblicato il 21 apr 2026



Caso dossieraggi; Dossier e servizi: l’uso "non istituzionale" delle informazioni riservate colpisce le fondamenta stesse dello Stato
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta su un ramo della penultima gestione dei servizi segreti, da cui emergono dossieraggi e ruberie che accendono un faro sull’impiego “non istituzionale” delle informazioni riservate acquisite tramite gli apparati.

“Il caso mette in luce un rischio strutturale: quando dati sensibili vengono sottratti e usati come leva di pressione, si colpiscono le fondamenta stesse dello Stato“, commenta Pierluigi Paganini, analista di cyber security e Ceo Cybhorus.

Dossier e servizi: cosa è successo

La Procura di Roma ha aperto l’inchiesta sulla «Squadra Fiore», un gruppo clandestino dove ex appartenenti delle forze dell’ordine sono accusati di produrre dossier, mettendo insieme informazioni riservate, frutto dell’acquisizione mediante gli apparati.

Gli indagati sono undici. E la Procura afferma di aver reperito riscontri di arricchimenti illeciti, che potrebbero anche riguardare trasferimenti all’estero.
Spicca fra gli indagati l’ex numero due dell’Aisi (l’Agenzia per la sicurezza interna), già dirigente del reparto economico-finanziario della medesima struttura Giuseppe Del Deo. L’accusa gli contesta accesso abusivo ai sistemi informatici e peculato.

Secondo la Procura della capitale, le “condotte infedeli” avrebbero fatto ricorso a “risorse e banche dati in uso all’Agenzia“. Inoltre, si parla di “accessi per fini non istituzionali” e di connessioni fra l’apparato ed Equalize, un’agenzia investigativa di Milano, già sotto indagine su altri dossieraggi, ai danni anche di Leonardo Maria Del Vecchio. Infine, i Servizi avrebbero dato il via a un’indagine interna su “ammanchi di denaro“.

L’indagine sui dossieraggi: ecco i rischi

L’indagine fa luce su accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy ed esercizio abusivo della professione.

Nel decreto di perquisizione, si contesta anche l’uso di segreti d’ufficio da parte di pubblici ufficiali e di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Inoltre, secondo l’accusa avrebbero agito “su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari predisponevano, in cambio di remunerazione mensile o per singoli contratti, dossier personali con la profilazione di persone fisiche e giuridiche realizzata con dati riservati acquisiti dalle banche protette ed offrivano ed eseguivano servizi di ‘bonifica’ ambientale e di intercettazione fraudolenta di conversazioni private”.

Il rischio strutturale: colpire le fondamenta stesse dello Stato

La Procura parla di “un gruppo criminoso, con base logistica a Roma, che acquisiva e commercializzava informazioni riservate illecitamente esfiltrate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, avvalendosi di strumenti informatici e operativi analoghi a quelli in uso alle forze dell’ordine (dispositivi elettronici per la captazione di conversazioni private e per l’individuazione e inibizione della captazione, punti di accesso alle banche dati protette da sistemi di sicurezza”.

Gli indagati sono accusati di sfruttare dispositivi di comunicazione protetti, chiamati “citofoni”, utenze con falsi intestatari.

Ma “il dossieraggio illecito non è solo una violazione, ma uno strumento capace di orientare decisioni, condizionare attori chiave ed alterare gli equilibri democratici“, mette in guardia Paganini.

Ma il rischio dell’uso illecito di informazioni riservate acquisite tramite appartecchi è strutturale. Questo caso di dossier e servizi mette a repentaglio le fondamenta dello Stato.
“In questo scenario, la sovranità viene erosa perché il potere decisionale può essere influenzato da interessi opachi e non legittimati. Allo stesso tempo, la democrazia si indebolisce: trasparenza, fiducia e corretto funzionamento delle istituzioni vengono messi in discussione da dinamiche occulte difficili da controllare”, conclude Paganini.

Il Copasir aveva già chiesto alla procura gli atti sull’indagine sulla “Squadra Fiore” ed ora dovrebbe ricevere quelli non coperti dal segreto istruttorio.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x