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La scheda

Vigilanza privacy, i compiti della nuova Commissione di controllo coordinato

Nell’ambito dell’EDPB è nato un nuovo ente: la Commissione di controllo coordinato, che avrà incarichi di controllo sul trattamento dei dati nei grandi sistemi informativi europei

11 Dic 2019

È nata la Commissione di controllo coordinato: un nuovo organismo europeo che si occuperà del controllo del trattamento dei dati nell’ambito di grandi sistemi informativi. Un ente “essenziale, importante a livello europeo e nazionale”, commenta l’avvocato esperto di privacy Rocco Panetta.

L’istituzione sarà guidata dal Segretario generale del Garante della privacy italiano, Giuseppe Busia, mentre Iris Gnedler dell’Autorità federale tedesca sarà il vice-coordinatore. Il loro mandato durerà due anni.

Compiti della Commissione di controllo coordinato

La Commissione si radunerà due volte all’anno, nel corso del primo incontro è stato adottato il regolamento interno e sono stati nominati Busia e Gnedler. L’ente è sorto in seno all’EDPB. Si occuperà di stringere ulteriormente i rapporti tra le autorità nazionali in materia di privacy, inoltre assorbirà i diversi uffici dedicati ai grandi sistemi informativi. Riunisce anche l’EDPS – Garante europeo della protezione dei dati e le diverse autorità di controllo degli Stati extra Unione Europea membri del sistema Schengen.

L’obiettivo principale della nuova Commissione è la vigilanza sui grandi sistemi informativi europei, ma anche, come riporta il sito del Garante della privacy italiano, “sugli organismi, gli uffici e le agenzie operanti nei settori delle frontiere, dell’asilo e della migrazione (SIS, EES, ETIAS e VIS), della cooperazione di polizia e giudiziaria (SIS, EPPO, Eurojust, ECRIS-TCN) e del mercato interno (IMI)”. La Commissione si occuperà anche di supportare i Garanti nell’effettuare i controlli e nell’interpretare le norme.

I risvolti europei e nazionali

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L’avvocato Rocco Panetta spiega che la nascita della nuova Commissione è “una cosa importantissima a livello europeo e anche nazionale”. La Commissione svolgerà un ruolo di coordinamento, affiancando le istituzioni già esistenti. Così in Europa “grazie a questa nuova Commissione, ci sarà maggiore integrazione delle autorità sul fronte del monitoraggio delle grandi banche dati internazionali – precisa Panetta -. Inoltre, la creazione di questo ente è una spinta verso il rispetto dello spirito del GDPR“.

Sul versante nazionale invece, la nascita della Commissione “ha portato a reazioni positive, perché la voce italiana sul fronte privacy in Europa era un po’ roca – commenta Panetta -. Dare questo riconoscimento al segretario generale uscente italiano Busia è un segnale importante della presenza dell’Italia in questo settore in Europa”.

Gli esperti si aspettano quindi che nel nuovo Garante possa esserci ancora Busia. La data cruciale per definire i membri dell’organismo potrebbe essere giovedì 19 dicembre, anche se i tempi potrebbero tardare ancora. Ieri al Senato, infatti, è stato giudicato inammissibile l’emendamento con la proposta di portare i membri da quattro a cinque, di cui uno scelto dal Presidente del Consiglio con decreto del Presidente della Repubblica.

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