Intelligence comune europea: strategia per la prevenzione e lotta alle minacce ibride - Cyber Security 360

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Intelligence comune europea: strategia per la prevenzione e lotta alle minacce ibride

L’Europa sta pensando a un’intelligence comune, che si componga di 5.000 unità e che dal 2025 possa operare come una forza unica a livello mondiale nella lotta alle minacce ibride. Ecco di cosa si tratta esattamente

05 Nov 2021
S
Marco Santarelli

Esperto in Network Analysis, Critical Infrastructures, Big Data and Future Energies

L’Unione Europea vuole costituire un’intelligence unica, con base operativa a Bruxelles, per una difesa comune contro le nuove minacce ibride.

È quanto si evince dallo Strategic Compass, il documento che l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, presenterà nei prossimi giorni e che è stato già consegnato a fine ottobre in occasione del summit dei ministri della Difesa di Unione Europea e Nato.

Il documento è ancora in bozza, ma già ne sono state estrapolate informazioni importanti. Quattro sono le parti in cui si divide il documento: “Act and Prepared”, “Anticipate and Protect”, “Invest and Innovate” e “Cooperation and Support”.

In particolare, saranno 5.000 le unità impiegate in quella che sarà chiamata la Eu Intervention Force, una sorta di forza di intervento europeo, al cui interno sarà creato anche uno “scudo spaziale”. Non sarà l’unanimità a decidere l’operato, ma un sistema chiamato “Ad hoc Coalition”.

La procedura era partita già a settembre tramite Ursula Von Der Leyen, presidente della Commissione Europea, e a fine novembre la bozza verrà esaminata dai ministri della Difesa e degli Esteri, il cosiddetto Consiglio “jumbo”, per arrivare in consiglio europeo a marzo 2022 per la delibera ufficiale.

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Da dove nasce lo Strategic Compass

Il 16 giugno 2020, il Consiglio Affari Esteri aveva annunciato in videoconferenza un nuovo documento in elaborazione, appunto lo Strategic Compass, che mirasse a potenziare una cultura di sicurezza e difesa comune a livello europeo.

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Nella stessa videoconferenza, Josep Borrell aveva dichiarato che l’Europa stava lavorando a una “bussola strategica” (da qui il nome di Strategic Compass) per far sì che le ambizioni in campo sicurezza e difesa espresse e concordate nel 2016 si convertissero in orientamenti strategici più concreti.

Ciò a cui fa riferimento Borrell del 2016 è il Global Strategy for the European Union’s Foreign And Security Policy, ossia la strategia globale per le politiche estere dell’Unione Europea e di sicurezza, documento da cui emergeva già una “visione condivisa per un’azione comune” e che ha definito “il contesto internazionale contemporaneo come motivo di crisi per l’Unione, in cui lo scopo e persino l’esistenza della nostra Unione sono messi in discussione”.

Lo Strategic Compass, quindi, ha visto la sua creazione partendo dalle criticità portate alla luce nel 2016, così come dalle priorità da trattare da parte dell’Unione Europea: “la sicurezza dell’UE, la resilienza statale e sociale nelle periferie meridionali ed orientali, il raggiungimento di un approccio integrato verso i conflitti e le crisi, lo sviluppo di cooperazione e governance a livello regionale, ed infine, ma non per importanza, lo sviluppo di una governance globale”.

I ministri, a seguito di un incontro del comitato direttivo dell’Agenzia europea per la difesa, hanno poi trattato il riposizionamento del personale militare delle missioni di formazione, in vista della ripresa graduale delle loro attività, la necessità di potenziare le missioni e operazioni militari dell’UE tramite costituzione della forza, l’importanza di istituire un efficace strumento europeo per la pace prima della fine dell’anno e dei mezzi finanziari necessari per attuare le iniziative dell’UE in materia di sicurezza e difesa, con particolare attenzione al Fondo europeo per la difesa, alla Mobilità militare e allo strumento europeo per la pace.

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Prevenzione e lotta alle minacce ibride

L’intelligence che l’Europa vuole creare è di tipo comunitario, sullo stile dell’Intelligence Fusion Center della Nato. La collaborazione tra i vari centri operativi deve essere cruciale per contrastare soprattutto il fenomeno delle fake news e dall’altra parte ci sarà un’attenzione particolare alla tecnologia della difesa, per la quale verrà creato un centro di innovazione, il Defence Innovation Hub.

Questa “bussola strategica” in fase di ultimazione ha, quindi, come obiettivo principale la prevenzione e la lotta alle minacce ibride: è infatti cruciale il capitolo che si concentra sul tema, intitolato “Countering Hibrid Threats”, in collaborazione con la Nato.

Non si menzionano i nemici numero uno nel settore, Cina e Russia, ma si fa costantemente riferimento ai rischi a cui sono sottoposte le democrazie nelle operazioni Cyborg, e per questo motivo è in arrivo anche un’altra proposta, che sarà intitolata Eu Hibrid Toolbox.

Sicurezza in mare e la pace sono gli altri focus del progetto di intelligence comune, che coinvolga anche l’area dell’Indopacifico e i paesi che hanno gli stessi obiettivi, come il Giappone, la Corea del Sud e il Vietnam. Nel caso della Cina, considerando che il 70% dei semiconduttori è prodotto da Taiwan, implicitamente la bozza dello Strategic Compass chiede di assicurare il trasporto delle merci.

Per quanto riguarda il campo più strettamente militare, nel documento viene trattata la capacità di intervento e la produzione di un nuovo carro armato europeo, il “Main Battle Tank”, una “Naval Platform”, una nuova piattaforma navale che controlli da remoto gli spazi navali, e la “Platform Space Observation”, una specie di scudo spaziale.

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